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Milano

Fabrizio Corona: sfrattato, deve lasciare la casa entro 120 giorni

La casa è stata confiscata quasi un anno fa. Ora l'avviso di sfratto a Corona, mentre nella stessa abitazione è in affidamento. Nel piano terapeutico il divieto di frequentare tossicodipendenti, ma lui non se ne cura.

Cronaca
Pubblicato il 26 febbraio 2019, alle ore 15:00

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Fabrizio Corona: sfrattato, deve lasciare la casa entro 120 giorni

Fabrizio Corona dovrà lasciare la casa di via De Cristoforis, a Milano, entro 120 giorni; l’abitazione è stata confiscata dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese quasi un anno fa. Ora negli atti del Tribunale di Sorveglianza è chiaro l’avviso di sfratto da parte dell’Agenzia del Demanio.

Il Tribunale di Sorveglianza il 30 novembre, confermando l’affidamento terapeutico per dipendenza dalla cocaina, aveva indicato come suo domicilio, quella casa nonostante fosse già stata confiscata.

Richiesta la revoca dell’affidamento

Pare che l’avviso di sfratto risalga al 15 febbraio; in quell’occasione, l’Agenzia del Demanio avrebbe comunicato a Corona di lasciare “entro 120 giorni” la casa vicino a Corso Como, non possedendo alcun titolo per abitarci, tenendo conto anche che l’abitazione nell’aprile 2018 è stata confiscata ed appartiene allo Stato.

La Procura generale qualche settimana fa ha depositato presso gli uffici dei giudici della Sorveglianza una richiesta di revoca dell’affidamento, motivandola con il fatto che Corona, in cura per dipendenza dalla droga, a fine anno si è recato nel boschetto della droga di Rogoredo, in periferia sud di Milano. Qui, per una trasmissione televisiva, ha fatto finta di acquistare stupefacenti anche se nel suo programma terapeutico c’è il divieto di frequentare questi ambienti. Inoltre, l’ex paparazzo ha violato quanto ordinato anche il 13 febbraio, occasione in cui ha girato un nuovo video.

L’udienza, al Tribunale di Sorveglianza, per decidere la revoca o l’affidamento non è ancora stata fissata; l’Avvocato generale, Nunzia Gatto, ha infatti fatto ricorso alla Suprema Corte, contro la conferma dell’affidamento. Tra gli atti in mano della Procura generale c’è anche una relazione dei carabinieri che riguarda un presunto collaboratore di Corona in possesso di una pistola probabilmente rubata. L’uomo, che si trovava con Corona nel “boschetto” per alcune riprese, è stato aggredito in quell’occasione.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Il ruolo assegnato a Corona di incitare o provocare altre persone fino a far commettere atti illegali, secondo me non è un atteggiamento corretto. Penso che questo personaggio si stia divertendo a suscitare dubbi, polemiche, impressioni. Ciò che c'è dentro il suo cuore lo sa solo lui.

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