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Milano

Distanziamento sociale e movida: a Milano con l’inizio della Fase 2 nasce lo scontro

La movida milanese diventa motivo di preoccupazione. Sala si dice pronto a far chiudere chi non rispetta le regole di distanziamento sociale. La popolazione milanese si divide in due filoni di pensiero differente.

Cronaca
Pubblicato il 22 maggio 2020, alle ore 13:44

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Distanziamento sociale e movida: a Milano con l’inizio della Fase 2 nasce lo scontro

Lunedi 18 maggio, con la Fase 2, è stato dato il via all’apertura dei locali. Finalmente possono riaprire al pubblico, con aperitivi ed happy hour, naturalmente mantenendo le giuste regole di distanziamento sociale. Con la riapertura però è ripartita anche la movida milanese. Motivo di grande preoccupazione.

Nell’andamento degli ultimi giorni – spiega Antonio Russo, epidemiologo dell’Ats di Milano – iniziano a vedersi i primi segnali di quel che sta accadendo dopo la fine del lockdown. Ma non solo“. In base all’indice di contagio, si deciderà se modificare le direttive della Fase 2.

Il sindaco Sala si dice molto preoccupato in merito alla riapertura dei locali, per la quantità di assembramenti segnalati dal 18 Maggio ad oggi, affermando: “Purtroppo ero stato un buon profeta, arrabbiandomi prima della riapertura sulla questione Navigli, così il rischio contagi è molto elevato“.

Purtroppo, negli ultimi giorni sono troppi gli assembramenti che si stanno creando davanti ai locali: troppe persone non rispettano il distanziamento sociale e non usano la mascherina. Si annuncia un controllo più severo da parte delle forze dell’ordine, a cui si chiede di procedere con più severità alle multe, che vanno da 400 a 3.000€, col rischio per i locali di vedere sospesa la loro licenza.

Con le regole di distanziamento sociale e la riapertura dei locali, la popolazione milanese si divide in due filoni di pensiero. Non tutti sono d’accordo sui provvedimenti presi e sulle regole ritenute troppo ferree dopo i mesi passati in casa. La quarantena è stato un periodo difficile per tutti, sia a livello lavorativo che psicologico. Uscire da questa situazione di “reclusione” ha ridato un senso di libertà. Finalmente si torna a vivere.

Questo bisogno di evadere, ha portato i più giovani, e non solo, a riprendere con il rituale dell’aperitivo e dell’happy hour, a riempire di nuovo le strade più dense di locali, ma ha portato anche al rifiuto delle regole basi sulla sicurezza e il controllo dei contagi.

Come sostenuto dal premier Conte, la Fase 2 non è sinonimo di via libera: la situazione contagi è sempre sotto controllo e decisiva sulle decisioni che si prenderanno a partire da fine mese.

C’è chi ancora fatica a riprendere la vita normale di tutti i giorni; la paura di una ricaduta, il rischio di recare danni ai propri cari e la possibile chiusura delle regioni più a rischio, porta l’altra metà della popolazione a continuare con il rispetto delle norme e del distanziamento sociale, evitando di frequentare bar e locali, al solo scopo di evitare gli assembramenti che si stanno creando, prediligendo uscite diverse, come il frequentare parchi e zone all’aperto.

Secondo i bollettini ufficiali, negli ultimi giorni, i numeri di contagi sono in leggero aumento: i virologi invitano a continuare a mantenere le giuste precauzioni di distanziamento sociale e l’utilizzo della mascherina, principalmente nei luoghi chiusi, perché nonostante le riaperture il rischio di contagio rimane alto. Si aspetta il mese di Giugno, per avere conferme sull’andamento dei contagi in merito alle riaperture del 18 Maggio.

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Cosa ne pensa l’autore
Susanna Esposito

Susanna Esposito - Questo periodo di lockdown è stato per tutti un problema sia a livello lavorativo che psicologico. Credo che sia giustissimo riprendere la nostra vita di tutti i giorni, appropriarsi della propria libertà: ciò non toglie che bisogna avere rispetto per gli altri e per la situazione delicata che ancora stiamo vivendo. Bisogna tornare a frequentare bar e locali, mantenendo però le regole base di sicurezza, per il bene di tutti.

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