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Roma

Diciotti, la polizia scova presso la Ong Baobab 16 migranti, Salvini: "Vogliono circolare senza render conto a nessuno"

I migranti rintracciati erano in fila per essere visitati dallo staff di Medici Senza Frontiere, in un presidio di Baobab a piazzale Maslax a Roma. Stamattina agenti della Digos hanno prelevato 17 persone.

Cronaca
Pubblicato il 7 settembre 2018, alle ore 17:38

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Diciotti, la polizia scova presso la Ong Baobab 16 migranti, Salvini: "Vogliono circolare senza render conto a nessuno"

Una parte dei migrati sbarcati dalla Diciotti, che avevano abbandonato repentinamente Rocca di Papa, sono stati rintracciati a Roma, tra i bar della stazione Termini: zaino in spalla, l’auricolare nell’orecchio e telefonino perennemente attivo. Altri 17 sono stati scovati presso il presidio dei volontari della Ong Baobab: individuati sono stati accompagnati all’Ufficio immigrazione per essere identificati. I migranti ospiti dell’associazione erano in coda per essere visitati dagli operatori di Medici senza frontiere.

 L’associazione Baobab difende i migranti

I volontari di Baobab, in merito dell’operazione condotta questa mattina in piazzale Maslax – dove si trovava un presidio dell’associazione – hanno raccontato su Facebook:”Agenti in tenuta antisommossa hanno caricato di forza 16 ragazzi sul bus mentre questi erano in fila per essere visitati dallo staff sanitario di Medici Senza Frontiere” aggiungendo che la polizia ha confermato di essere alla ricerca dei migranti sbarcati dalla nave Diciotti.

Lo staff legale di Baobab sta cercando di impedire che vengano riportati a Rocca di Papa: sostengono che donne, uomini, bambini e minori non accompagnati della nave Diciotti sono passati in questi giorni dal campo informale di Baobab Experience ma che ancora non si sa se le persone fermate siano effettivamente scese da quella nave, in quanto la polizia ha costretto a far salire sul bus le prime persone trovatisi davanti.

La Ong afferma che non hanno niente da nascondere e, come ricorda la Caritas, sentenzia che non stiamo parlando né di fuggitivi né di ricercati, i migranti della Diciotti, come i tanti salvati in mare nelle imbarcazioni di fortuna, non possono essere detenuti. Secondo loro sono migranti “in transito” l’Italia non è la loro meta ma una tappa del loro viaggio verso il ricongiungimento con parenti nella la speranza di una vita migliore.

Scappano da guerre, dittature, terrorismo, cambiamenti climatici, fame e povertà; partono a malincuore, sapendo di dover affrontare un viaggio rischioso, fatto di violenza, privazioni, torture e spesso morte. Non abbiamo ritenuto rendere pubblica la loro sosta al nostro campo per proteggerli” ha chiosato Baobab.

Andrea Costa, membro dell’associazione, afferma che siamo davanti ad un’ulteriore mortificazione per queste persone, perchè, secondo lui, l’operazione della polizia si spiega solo con la volontà di dimostrare che hanno tutto sotto controllo, quando, in realtà, bisognerebbe ammettere che queste persone vogliono solo transitare per l’Italia, che sono dirette altrove, nel Nord Europa.

 Il commento di Matteo Salvini

Alcuni immigrati che erano sulla Diciotti sono stati rintracciati a Roma: rifiutano l’aiuto e pretendono di circolare senza documenti e senza rendere conto di nulla. Cosi’, abbiamo la conferma che la storia degli “scheletrini che scappano dalla guerra” e’ una farsa. Mentre e’ pura fantasia l’ipotesi che io li abbia sequestrati” ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Salvini aggiungendo che gli unici sequestrati sono gli italiani. vittime dell’immigrazione clandestina, che continuerà a combattere.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Tove Ernst, il portavoce della Commissione Europea per le migrazioni, ieri mattina, ha affermato che, quando serve, la detenzione può essere utilizzata per consentire l'identificazione dei migranti e per impedire che scompaiano durante le procedure di asilo. La Ue, impegnatasi nel dare protezione, non dovrebbe, quindi, far si che i migranti possano scegliersi lo Stato membro in cui vogliono vivere.

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