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Diciotti, 50 migranti scomparsi, i Gesuiti li difendono: "Non sono carcerati, alcuni non amano i centri in campagna"

Quaranta dei 170 migranti a bordo della nave Diciotti, sbarcata nel porto di Catania il 25 agosto scorso, sono scomparsi nel nulla. Il presidente del Centro Astalli, la struttura dei Gesuiti che si occupa di migranti, li difende.

Cronaca
Pubblicato il 6 settembre 2018, alle ore 11:55

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Diciotti, 50 migranti scomparsi, i Gesuiti li difendono: "Non sono carcerati, alcuni non amano i centri in campagna"

Quaranta dei 170 migranti a bordo della nave Diciotti, sbarcata a Catania il 25 agosto, sono scappati dai centri pronti ad ospitarli, svaniti nel nulla.

I sottosegretari all’Interno, Stefano Candiani e Nicola Molteni, hanno affermato: Si sono già dileguati 40 dei 144 immigrati maggiorenni sbarcati dalla Diciotti e affidati alla Cei o al Centro di Messina. Ricordiamo che, per la legge, queste persone hanno libertà di movimento e quindi non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato”.  Hanno aggiunto, sarcasticamente, che erano così disperati che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per recarsi chissà dove. “È l’ennesima prova che chi sbarca in Italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business”. 

I controlli

Dei 40 sei si sono allontanati il primo giorno di trasferimento, due eritrei destinati alla Diocesi di Firenze sono fuggiti il 2 settembre, per altri 19 l’allontanamento è stato appurato il 3 settembre, altri 13 sono svaniti ieri. I 40 migranti che si sono allontanati avevano blandamente manifestato l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo. Da fonti del Viminale si evince che sono in corso altre verifiche per comprendere l’entità degli scomparsi, è probabile che i numeri siano più consistenti. 

Matteo Salvini ha sentenziato, ironicamente, che i 50 immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così “bisognosi” di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire: “Ma come, non li avevo sequestrati? È l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono “scheletrini” che scappano dalla guerra e dalla fame. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi“.

 Il Presidente del Centro Astalli gestito dai Gesuiti difende i migranti in fuga

Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, la struttura dei Gesuiti che si occupa dell’accoglienza dei migranti, profughi, rifugiati e richiedenti asilo, afferma che i centri di accoglienza non sono centri di detenzione. Le persone ospitate possono allontanarsi liberamente. Ha sottolineato che i motivi per fuggire possono essere i più svariati, mutano da caso a caso e dipende, anche, da che tipo di centro li sta ospitando. In particolare, dipende da dove è geograficamente collocato, se è collocato in aperta campagna o in una grande città, qual è la nazionalità dei profughi ospitati, se l’Italia è la meta finale o soltanto un Paese di transito. Per il Presidente, quindi, risulta difficile capire perché questi rifugiati si siano allontanati.

Don Francesco Soddu ha rincarato la dose sostenendo che il Viminale può sostenere tutto quello che vuole, consegnare la propria verità per portare a casa qualche vantaggio perchè non ha visto gli occhi di quelle persone, non conosce le loro storie drammatiche, non ha visto i loro volti disperati. Soddu ha osservato che non si può decretare che si sono dileguati visto che non fuggono da alcun carcere, il gesto si spiega con la disperazione di chi ha attraversato prima il deserto e poi il mare, di chi è stato nelle carceri libiche e ora si trova a decidere della propria vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Il punto fondamentale dalla vicenda è la perdita di legalità. Cinquanta non sono un numero rilevante ma direi che sono l'emblema di un sistema perpetuatosi per anni: gente che sparisce nel nulla e che probabilmente è destinata a rimpinguare le file dei braccianti o della malavita. Perchè scappare e non attendere l'asilo politico?

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