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Genova

Crollo Ponte Morandi: i volti, i sogni, gli affetti, e le storie delle vittime di Genova

Molte sono le vite che si sono spezzate sotto le atroci macerie del Ponte Morandi: bambini, giovani innamorati, operai, famiglie intere ci hanno lasciato a causa di uno strano e spietato destino, abbandonando i loro sogni e i loro più cari affetti.

Cronaca
Pubblicato il 17 agosto 2018, alle ore 01:08

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Crollo Ponte Morandi: i volti, i sogni, gli affetti, e le storie delle vittime di Genova

Una lunga e sofferente pagina di storia è stata scritta e firmata il 14 agosto 2018 a Genova dove, a causa di un crudele disegno del destino, si sono spezzate moltissime vite sotto il devastante e improvviso crollo del ponte Morandi. Una nuova data si aggiunge al triste “libro dei ricordi” custodito nel cuore dell’Italia che continua a piangere i suoi figli persi a causa di crudeli e drammatici avvenimenti. 

Le macerie hanno spento moltissime anime e con il loro peso hanno posto fine a moltissime storie di vita comune, ma non riusciranno mai a cancellare il ricordo e l’affetto nutrito per ogni singola vittima. Bambini, giovani innamorati, motociclisti, operai e famiglie intere sono state colpite da questa malefica ondata di dolore lasciando definitivamente sulla Terra i propri sogni e i propri amori. I loro nomi ormai sono impressi nei cuori di tutti gli italiani che si sono uniti con immensa solidarietà al dolore delle famiglie delle vittime e con grande affetto si impegnano a ricordare ogni singola persona in modo tale da rendere le loro storie immortali.

Elisa Piccinino, Roberto e Samuele Robbiano sono stati tra i primi ad essere ritrovati. Il piccolo Samuele di otto anni era in viaggio con la sua famiglia per raggiungere la Sardegna e trascorrere, con mamma Elisa e papà Roberto, una gioiosa vacanza all’insegna del divertimento e della serenità. Purtroppo, in quel maledetto tratto dell’autostrada A10, il viaggio di questa splendida famiglia si è concluso troppo anticipatamente.

Con grande sofferenza una bella storia d’amore è stata spezzata, ovvero quella di Marta Danisi, infermiera siciliana, e del fidanzato medico Alberto Fanfani, che stavano con forte armonia e felicità tornando dalle vacanze. Ma tanta sofferenza non riuscirà a contrastare un amore cosi grande che sicuramente continuerà in un’altra dimensione o in un altro luogo, perché l’amore non conosce limiti di tempo e di spazio. A seguire la stessa sorte è stato un altro grande amore, ovvero quello di Jesus Erazo Trujillo e Stella Boccia, che hanno deposto tutti i loro sogni e progetti di coppia in quel tragico ponte.

Appena iniziato era il viaggio di quattro giovanissimi amici: Gerardo Esposito, Antonio Stanzione, Matteo Bertonati e Giovanni Battiloro, provenienti da Torre del Greco, erano diretti a Ventimiglia per poi raggiungere la magnifica Spagna per vivere una lunga avventura che si è conclusa tristemente ancor prima di iniziare. Molti erano i turisti stranieri che si sono ritrovati in quel maledetto tratto come i quattro ragazzi francesi (Axelle, Melissa, Nathan e William) anche loro giovanissimi, partiti da Nimes per raggiungere la Sicilia e partecipare al famoso festival di musica tecno ma, purtroppo, il loro destino ha segnato un percorso diverso. Ci piace pensare che i quattro splendidi ragazzi, pieni di vitalità, stiano continuando a suonare e a onorare la musica anche in un altro mondo a noi sconosciuto. 

A perdere la vita per raggiungere il proprio posto di lavoro sono stati: Andrea Cerulli, Edi Bokrina, Marius Djerri, Nora Rivera, Juan Carlos Pastenes, Juan Figueroa, tutti erano attesi con affetto dai propri colleghi purtroppo nessuno di loro ha avuto la fortuna di salvarsi cosi hanno lasciato in quel ponte i loro sacrifici e le loro passioni tra cucina, sport, calcio e molto altro. 

Ancora le forze dell’ordine, vigili, protezione civile e volontari, continuano a scavare sotto le macerie con la speranza di poter salvare molte altre vite: cosi, le ricerche continuano senza sosta e con grande tempestività. 

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano La Rocca

Gaetano La Rocca - Non esistono parole per descrivere questo grande e infinito dolore causato da questa improvvisa tragedia: rimane soltanto l'impegno di ricordare ogni singola vittima, cosi da onorare e rendere le loro vite immortali. Il destino purtroppo è stato molto crudele con ognuna di queste storie che, sicuramente, meritavano tutte un finale molto più felice.

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