Coronavirus, le dure parole di un medico di Bergamo: “Dobbiamo scegliere chi curare e chi no, come in guerra” (1 di 2)

Cronaca
Pubblicato il 9 marzo 2020, alle ore 11:25

Coronavirus, le dure parole di un medico di Bergamo: “Dobbiamo scegliere chi curare e chi no, come in guerra”

Sono parole davvero forti quelle di un medico che lavora presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: “È come per la chirurgia di guerra. Si cerca di salvare la pelle solo a chi ce la può fare”.

Si chiama Christian Salaroli ed è un anestesista rianimatore, in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato che l’emergenza Coronavirus sta portando ad alcuni medici che lavorano principalmente negli ospedali lombardi, a scegliere chi salvare:Si decide per età, e per condizioni di salute. Come in tutte le situazioni di guerra“. Una drammatica scelta che il dirigente medico di 48 anni ha voluto spiegare a tutti.

A causa dell’emergenza Coronavirus, i medici sono costretti a valutare chi potrebbe rispondere meglio alle cure e chi salvare: “Siccome purtroppo c’è sproporzione tra le risorse ospedaliere, i posti letto in terapia intensiva, e gli ammalati critici, non tutti vengono intubati“.

Ha spiegato che la scelta avviene all’interno di una stanza del Pronto Soccorso in cui hanno accesso solo i pazienti positivi al Coronavirus. La scelta viene fatta in base all’età e al quadro generale, così come alla capacità del paziente di rispondere alle cure.

Coronavirus, le dure parole di un medico di Bergamo: “Dobbiamo scegliere chi curare e chi no, come in guerra”

“Se una persona tra gli 80 e i 95 anni ha una grave insufficienza respiratoria verosimilmente non procedi. Se ha una insufficienza multi organica di più di tre organi vitali, significa che ha un tasso di mortalità del cento per cento. Ormai è andato”.

Queste parole dovrebbero far riflettere tutti. Siamo in emergenza e c’è chi continua ad uscire e a comportarsi come se nulla fosse, come se il virus non fosse in circolazione. Poi ha voluto lanciare un appello a tutti: “State a casa. Vedo troppa gente per strada. La miglior risposta a questo virus è non andare in giro. Voi non immaginate cosa succede qui dentro“.