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Bari

Coronavirus: furbetti rivendono buoni spesa nel barese. Indignato il sindaco: “Vi mando tutti in galera”

Il sindaco di Gravina in Puglia, in provincia di Bari, denuncia una compravendita dei buoni spesa elargiti dal comune ai più bisognosi. Da oggi necessario il documento d'identità per fare la spesa

Cronaca
Pubblicato il 2 aprile 2020, alle ore 16:44

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Coronavirus: furbetti rivendono buoni spesa nel barese. Indignato il sindaco: “Vi mando tutti in galera”

Sono passati solo pochi giorni dall’annuncio del premier Giuseppe Conte, dell’erogazione ai comuni di un sussidio complessivo di 400 milioni di Euro, da destinare a buoni alimentari in favore dei nuclei familiari in condizioni di disagio economico, che arriva dal barese la denuncia di un sindaco sulla compravendita di detti buoni spesa.

La denuncia arriva da Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia, cittadina della Murgia barese, con un video postato sulla sua pagina Facebook. Al primo cittadino sono arrivate segnalazioni sulla vendita illegale dei buoni spesa già consegnati, nei giorni scorsi, dal Comune, prima della recente Ordinanza della Protezione Civile, che ha disposto per il Comune di Gravina la somma di 400 mila Euro.

Il sindaco spiega che questa vendita avviene a un prezzo inferiore rispetto al valore nominale, per esempio un buono spesa da 100 Euro viene venduto a 70 Euro. La notizia ha ovviamente indignato il primo cittadino, che ha annunciato controlli sugli assegnatari degli aiuti e denunce in caso si riscontrino irregolarità.

“E’ davvero vergognoso. Io vi denuncio tutti e vi mando in galera”, il messaggio senza mezzi termini del sindaco di Gravina in Puglia, che ha ribadito che trattandosi di soldi pubblici, devono essere utilizzati nei modi e per le finalità consentite.

Per evitare il ripetersi di questi episodi, il primo cittadino ha annunciato un cambio nelle modalità di utilizzo dei buoni spesa, anche alla luce delle nuove domande che arriveranno a seguito dei nuovi fondi disposti dal Governo. Infatti, per poter utilizzare il buono, che sarà emesso con cognome e nome del beneficiario, occorrerà recarsi presso il punto vendita con il documento d’identità, per dimostrare di essere legittimati a fare gli acquisti con il sussidio ricevuto.

Infine il sindaco ha lanciato un appello a tutti quei nuclei familiari, che attualmente non sono nelle condizioni di disagio economico, ad astenersi dal presentare istanze per ottenere i buoni spesa, al fine di salvaguardare le famiglie che effettivamente ne hanno bisogno, che in questo momento vanno tutelate.

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - Incredibile questa vicenda che arriva da un paese non tanto distante da dove vivo. Nonostante la grave emergenza sanitaria ed economica in corso, c'è sempre qualcuno che cerca di lucrare sulla povera gente. E così qualcuno si rivende i buoni spesa, che probabilmente non gli spetterebbero, a danno di quelle famiglie che effettivamente non hanno soldi per fare la spesa. Sono d'accordo con le iniziative del sindaco, che minaccia denunce per questi furbetti.

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Commenti
Maria Guerricchio
Maria Guerricchio

02 aprile 2020 - 17:35:03

Vergognoso.

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