Iscriviti
Bari

Coronavirus: designer inventa il covid table, barriera in plexiglass per i tavoli del ristorante

Coronavirus: un designer ha ideato il covid table, ovvero una barriera in plexiglass per consentire a più persone di mangiare allo stesso tavolo all'interno di un ristorante.

Cronaca
Pubblicato il 22 aprile 2020, alle ore 09:15

Mi piace
3
0
Coronavirus: designer inventa il covid table, barriera in plexiglass per i tavoli del ristorante

Il Coronavirus ha cambiato radialmente il nostro modo di vivere. Le restrizioni, adottate dal governo al fine di limitare i contagi e di contenere l’insorgere della pandemia, ci hanno insegnato il concetto di distanziamento sociale. La situazione è ancora in pieno svolgimento e il concetto di normalità, così lo intendevamo prima, è ancora lontano. Ora, il l’Italia vive un altro periodo difficile, ovvero quello che ci porterà dalla fase 1 alla fase 2.

Il premier e la maggioranza stanno studiano come permettere ad alcune attività di aprire al fine di consentire all’economia italiana di ripartire, anche se sembra che quelle dedite al turismo e alla ristorazione dovrebbero essere le ultime in ordine di tempo. Una buona percentuale di cittadini si chiede se l’epoca post coronavirus ci permetterà di sederci nuovamente ad un tavolo di un ristorante così come lo facevamo prima.

Coronavirus: nasce il covid-table

Il Coronavirus, che ha stravolto le nostre vite e che ci ha trascinati all’interno di una pandemia mondiale, ha radicalmente cambiato le nostre abitudini di vita. Le distanze sociali, ovvero il dovere stare ad almeno un metro di distanza da chi abbiamo davanti a noi, le lunghe file per potere entrare nei negozi di alimentari e la chiusura della maggior parte delle attività commerciali, ci hanno cambiato la vita.

In molti, quindi, si chiedono se in un prossimo futuro potremmo tornare a vivere la quotidianità sotto diversi aspetti, anche quello della ristorazione. Un designer di Acquaviva delle Fonti si è fatto la stessa domanda e ha provato a darsi una risposta; quest’ultima si è tradotta con il covid table.

Covid table: un nuovo modo di intendere la ristorazione

A fronte dell’emergenza Coronavirus molte sono le domande che si pongono gli italiani, la più ricorrente è quella che anela ad un ritorno alla normalità, così come la intendevamo prima. Antonio De Marinis, un designer di Acquaviva delle Fonti, che opera principalmente nella realizzazione di arredamenti per negozi e per la ristorazione, ha pensato ad una soluzione che possa permettere, in futuro, agli italiani di potere di nuovo andare al ristorante.

Il designer ha così ideato il covid table, ovvero una struttura composta da divisori in vetro trasparente, una idea che viaggia in parallelo ai box in plexiglass pensati per le spiagge estive, che posizionata su un tavolo permette a più di un commensale di sedersi allo stesso. La sicurezza del mancato contatto, dovuto al box in plexiglass, quindi all’impossibilità della trasmissione del virus, sono il punto forte di quest’idea. Il designer ha pubblicato su Facebook un post nel quale illustra la sua proposta e numerose sono state le critiche ricevute.

Un designer propone un’idea innovativa: il covid table

Il designer Antonio De Marinis, che da sempre lavora per progettare arredi per la ristorazione, ha cercato di trovare una soluzione ad un problema, ovvero quella del distanziamento sociale che, però, non dovrebbe impedire il proseguire delle relazioni interpersonali. “Per la ristorazione sarà un grosso problema – afferma il designer – ci aspettiamo regole dalle Asl e da Haccp. La gente si spaventa di fronte a una soluzione del genere“.

Il post che l’uomo ha condiviso, nel quale illustra la sua idea, ha già ricevuto più di mille condivisioni e centinaia di commenti. De Marinis ha ideato anche altri progetti per fronteggiare l’emergenza coronavirus: ad esempio ha ideato una specie di tornello installato su una colonnina. La funzione di questo oggetto è quella di rilevare la temperatura dei clienti che si accingono ad entrare nel locale affinché sia negato l’ingresso a chi ha una temperatura superiore ai 37,5°.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Samanta Scherini

Samanta Scherini - Non credo che diminuire le cosiddette “distanze sociali” sia una buona idea in questo momento. La curva epidemiologica sta, finalmente, scendendo e gli sforzi di chi ha dovuto continuare a lavorare in questo periodo sembrano dare risultati positivi. Secondo me, alcune attività dovrebbero per il momento continuare a rimanere chiuse.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!