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Napoli

Con l’inizio della fase 2 il fiume Sarno è già inquinato

Con l'avvio della fase 2, dopo 2 mesi di inattività, molte fabbriche hanno ricominciato a lavorare ed il fiume Sarno è già tornato ad essere inquinato a causa degli scarichi industriali.

Cronaca
Pubblicato il 6 maggio 2020, alle ore 10:52

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Con l’inizio della fase 2 il fiume Sarno è già inquinato

A causa dell’epidemia da Coronavirus, lo stato aveva deciso di proclamare un lockdown. Questo portò beneficio alla natura, la quale aveva ricominciato a splendere. Il tasso di inquinamento, senza l’azione dell’uomo, era diminuito ma, con l’inizio della fase 2, alcune aziende hanno ricominciato la loro attività produttiva ed i fenomeni legati all’inquinamento hanno già dato i loro frutti.

Il fiume Sarno, indicato come uno dei fiumi più inquinati d’Europa, con il lockdown aveva iniziato la sua lenta rinascita, ma già pochi giorni dopo l’inizio della fase 2 è tornato ad essere inquinato a causa dei molti scarichi industriali che vengono riversati al suo interno. Le immagini del fiume inquinato hanno fatto il giro del web, scatenando la rabbia fra gli utenti.

Lo stesso Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, ha deciso di pubblicare le foto del fiume sul suo profilo Facebook scrivendo: “Siamo in Campania e questo è il fiume Sarno: al primo giorno di allentamento dei divieti e di riapertura delle aziende sono ricominciati gli sversamenti. In tantissimi mi avete mandato queste foto e video, e vi ringrazio (…)”.

Il ministro ha aggiunto di aver subito allertato i carabinieri del Noe, i quali stanno indagando per rintracciare le fabbriche responsabili dell’inquinamento del fiume Sarno. Da sottolineare il fatto che gli scarichi non purificati che vengono riversati nel fiume provengono in gran parte da fabbriche abusive.

Anche la deputata del Movimento 5 Stelle Virginia Villani ha espresso il suo disappunto dichiarando: “In pieno lockdown le acque del Fiume Sarno, torrente Solofrana in particolare, apparivano più pulite e limpide, ma in pochi giorni i corsi d’acqua sono tornati ad essere una cloaca a cielo aperto“. Ha poi espresso la necessità di effettuare maggiori controlli contro gli scarichi abusivi per garantire ai cittadini un fiume pulito. La speranza è che, con la riapertura completa delle attività produttive, non ritornino anche i livelli d’inquinamento precedenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Venditti

Chiara Venditti - Abbiamo visto che è possibile abbassare il tasso d'inquinamento, abbiamo capito che c'è ancora una speranza per la natura che stava tornando a splendere. L'abbiamo capito ma, purtroppo, non abbiamo ancora imparato dagli errori. Eppure, abbiamo una grande possibilità: la quarantena ci ha permesso di vedere la forza della natura che si stava riprendendo, abbiamo avuto una seconda possibilità. Purtroppo credo che l'inquinamento tornerà e che niente potrà mai cambiare l'egoismo dell'uomo

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