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Busta con proiettile recapitata al giudice pro-immigrati Patronaggio e ai suoi tre figli

Non è la prima volta che il giudice che ha indagato Salvini per sequestro di persona nel caso della Diciotti viene minacciato di morte. Ma questa volta il messaggio è più esplicito: "Presto passeremo ai fatti".

Cronaca
Pubblicato il 11 giugno 2019, alle ore 18:37

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Busta con proiettile recapitata al giudice pro-immigrati Patronaggio e ai suoi tre figli

Si respira un brutto clima in Italia. Un clima di tensione che rievoca i tempi bui del terrorismo degli anni Settanta. Una busta con proiettile è stata infatti recapitata due giorni fa al procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, il giudice pro-immigrati che in più di un’occasione si è scontrato con Salvini in tema di accoglienza. La missiva minatoria era indirizzata non solo a lui, ma anche ai suoi tre figli.

Non è la prima volta che succede: già nell’estate scorsa, Patronaggio aveva ricevuto minacce di morte dopo la vicenda della nave Diciotti, la Ong che Matteo Salvini aveva bloccato nel porto di Catania, impedendo lo sbarco dei profughi e beccandosi una denuncia per sequestro di persona firmata proprio dal magistrato agrigentino. Magistrato che invece aveva autorizzato lo sbarco.

Ed è proprio in tema di immigrazione che sarebbero legate le minacce rivolte al procuratore di Agrigento. Un problema – quello migratorio – che sta alimentando molte, troppe, tensioni tra i vari poteri dello Stato. Con Patronaggio che negli ultimi tempi era stato vittima di altri episodi sospetti, come le mail ricevute con tanto di messaggi intimidatori e legati proprio alla faccenda dell’immigrazione.

Una faccenda che era tornata di moda anche nel caso della gestione della Sea Watch, un altro natante bloccato a Lampedusa e sottoposto a sequestro preventivo da parte del Viminale. Ma anche in quel caso Patronaggio si era distinto per aver deciso di far sbarcare i 47 profughi a bordo della nave, attirandosi le proteste di Salvini che lo accusava di intromettersi troppo nelle decisioni del governo.

I riferimenti al tema dell’immigrazione sarebbero espliciti nel contenuto della busta, al cui interno si trovava anche il proiettile indirizzato a Patronaggio. “Questo è un avvertimento, la prossima volta, se continuerai a fare sbarcare gli immigrati, passiamo ai fatti. Contro di te e ai tuoi tre figli” sarebbe il testo della missiva che sarebbe meglio non sottovalutare.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Ho sempre detto che i politici devono fare i politici e che i giudici devono fare i giudici. Punto. Quando i due poteri si accavallano in una commistione di ruoli e di invadenze, può esserci solo tensione e pericolosi conflitti. Ed è da troppo tempo che la magistratura, anziché fare la magistratura, si mette a fare politica, prevaricando le decisioni del governo. Ed ecco i risultati. Certo, per adesso sono solo minacce, ma pure le Brigate Rosse cominciarono con le minacce. Poi sappiamo come è andata a finire.

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