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Brescia, la verità sull’omicidio di Stefania Crotti: l’ex amante del marito confessa

Arrivano nuove scoperte sull'omicidio di Stefania Crotti, uccisa dall'ex amante del marito che non accettava il ricongiungimento dei due. L'assassina confessa, ma solo parte dell'omicidio.

Cronaca
Pubblicato il 22 gennaio 2019, alle ore 13:55

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Brescia, la verità sull’omicidio di Stefania Crotti: l’ex amante del marito confessa

Continuano le indagini sulla morte di Stefania Crotti, uccisa dall’ex amante del marito poichè non accettava il ricongiungimento dei due coniugi. Un omicidio che fin da subito è sembrato premeditato, ma senza alcuna prova per poterlo dimostrare. Dopo la confessione di Chiara Alessandri però, arrivano anche novità sul delitto.

Chiara Alessandri, 44 anni, ha confessato di aver tolto la vita alla “rivale” in amore, Stefania, ma di non averlo fatto intenzionalmente. La sua confessione non si ferma a questo, ma afferma anche di non averle mai dato fuoco. Il corpo della donna è stato infatti abbandonato in un campo, e successivamente gli è stato dato fuoco: non è chiaro se la vittima fosse ancora viva mentre veniva divorata dalle fiamme.

Le prove della premeditazione

La Alessandri avrebbe confessato di aver tolto la vita alla Crotti in modo non intenzionale, e di non aver appiccato successivamente fuoco al suo corpo. Una confessione a metà quella della 44enne, che non convince però gli inquirenti.

Secondo quanto raccolto fino ad ora, si sa che alla vittima è stata consegnata una rosa al termine del turno lavorativo, con un foglietto con su scritto “ti amo” che le avrebbe fatto credere fosse da parte del marito con cui da poco si era ricongiunta dopo una breve separazione. E’ stato un collega della vittima a mettere in atto quel piccolo teatrino, ignaro della rivalità che c’era tra le due donne. Quel biglietto infatti, era stato scritto da Chiara Alessandri, che ha chiesto la collaborazione al collega per aiutarla a far pace con Stefania a causa di alcuni attriti tra le due. L’uomo ha così accettato, consegnando il messaggio alla vittima e accompagnandola bendata a casa del suo assassino.
Più tardi arriverà un messaggio sul cellulare dell’uomo da parte di Chiara, con su scritto: “Grazie ancora dell’aiuto per la festa, è andato tutto bene“. Probabilmente in quel momento Stefania si trovava già priva di vita nell’auto della Alessandri. L’assassina ha ucciso la donna a martellate, per poi abbandonare il corpo in mezzo ad un campo di Erbusco e dargli fuoco.

Le prove che sembrano confermare la premeditazione dell’omicidio, sarebbero il telepass che l’assassina ha spostato nella sua auto per potersi poi dirigere indisturbata sul luogo dov’è stato poi abbandonato il corpo, e il sopralluogo fatto il giorno prima, per accertarsi fosse il posto più adatto per mettere fine al suo omicidio. Nonostante Chiara Alessandri continui a confessare solo parte del delitto, nella sua auto è stata trovata anche una tanica di benzina piena solo per metà, che la incastrerebbe anche per le fiamme appiccate sul corpo della vittima. E’ ancora da accertare se Stefania fosse in vita quando le è stato dato fuoco.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia inquietante, e pensare sia stata compiuta per "amore" rende questa storia ancora più raccapricciante. Pensare che delle persone, delle donne, arrivano a tanto per vendetta fa davvero paura. Spero che l'assassino comprenda la gravità delle sue azioni, anche se nulla potrà riportare in vita Stefania, e nessuno riporterà anche una vita normale ad i figli di Chiara che ora verranno etichettati come figli di un assassina.

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