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Torino

Aggressione a Daisy, la banda delle uova aveva già colpito pensionati e donne: esclusa la pista razzista

L'aggressione a Daisy Osakue non non è la prima messa a segno dalla "banda delle uova" a Moncalieri e nei comuni della cintura Sud. Gli inquirenti ritengono che la motivazione razziale non sia alla base dell'aggressione.

Cronaca
Pubblicato il 31 luglio 2018, alle ore 18:48

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Aggressione a Daisy, la banda delle uova aveva già colpito pensionati e donne: esclusa la pista razzista

L’aggressione a Daisy Osakue non è stata la prima della “banda delle uova”: a Moncalieri, e nei comuni della cintura Sud, i vigliacchi avevano già colpito. I carabinieri concordano nel ritenere che si tratti di una bravata da parte di un gruppo di ragazzi tediosi che, in mancanza di meglio da fare, si dilettano lanciando a caso le uova dalla medesima auto, un Doblò di colore grigio scuro, guidato da un giovane con il cappellino nero.

L’aggressione all’atleta non sarebbe stata dettata da motivazioni razziali, le forze dell’ordine riportano che, nell’ultimo mese, sono avvenuti almeno 4 colpi: la centrale operativa sta ricevendo nuove segnalazioni. La Fiat Doblò scuro, con i fari spenti, colpisce quasi sempre con le medesime modalità.

L’unica vittima di colore accertata è proprio Daisy Osakue, e ipotizzare una matrice razzista sulla base di un unico episodio non è possibile: la procura di Torino non ha ritenuto di avere elementi per contestare l’aggravante della discriminazione razziale.

Il primo lancio è avvenuto nella mattinata del 4 luglio. Un pensionato di La Loggia si trovava in auto quando è stato centrato da un lancio di uova di fronte alla farmacia Storica di via Martiri della Libertà: l’uomo si è trovato con il parabrezza completamente oscurato ed è riuscito miracolosamente ad evitare un tamponamento. Il pensionato ha denunciato immediatamente l’accaduto al comando della polizia locale, e gli agenti sostengono che i colpevoli del misfatto siano alcuni ragazzini residenti in zona (altri incidenti similari erano già stati segnalati).

Il secondo è avvenuto nella notte fra il 14 e il 15 luglio. Un altro pensionato ha segnalato un lancio di uova contro il muro della sua cascina, in zona Sanda, presso Moncalieri: la denuncia non era stata però formalizzata. Il 25 luglio la banda delle uova è tornata in azione in strada Genova, di fronte al ristorante Nom Nom: sono state colpite un gruppetto di donne all’uscita del locale, una signora è stata centrata al braccio, il Doblò ha fatto il giro dell’isolato per lanciare ulteriori uova precipitate sul marciapiede.

La scorsa settimana in piazza Failla, sempre a Moncalieri, un passante è stato colpito ripetutamente da uova: dopo aver appreso la notizia dell’aggressione a Daisy, l’uomo, ieri pomeriggio, ha contatto i carabinieri. I militari, coordinati dal procuratore aggiunto Patrizia Caputo, hanno aperto un fascicolo contro ignoti per lesioni. Gli investigatori del nucleo operativo stanno vagliando i filmati delle telecamere di videosorveglianza in via Roma e nelle altre strade di borgo San Pietro per risalire alla targa del Doblò

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Credo che l'episodio dell'atleta sia stato strumentalizzato in virtù di una crescente psicosi razzismo riconducibile a taluni casi deprecabili che non possono designare una statistica affidabile. Se la banda delle uova ha colpito indiscriminatamente, perchè parlare ancora di razzismo in tal caso? L'allarmismo produce un solo effetto: la reiterazione dell'evento.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

31 luglio 2018 - 18:49:26

La ragazza è stata imbeccata dai vertici del suo partito, essendo militante dei giovani democratici.

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