Google, Apple e Samsung accelerano sull’AI: tra assistenti autonomi, nuovi design e salute digitale

Le ultime novità di Google, Apple e Samsung mostrano un ecosistema tecnologico sempre più guidato dall’intelligenza artificiale e dall’integrazione tra hardware e software.

Google, Apple e Samsung accelerano sull’AI: tra assistenti autonomi, nuovi design e salute digitale

Il mondo della tecnologia entra in una nuova fase dominata dall’intelligenza artificiale e dall’ottimizzazione delle esperienze quotidiane. Google spinge sull’acceleratore con Gemma 4 e Gemini, puntando su AI sempre più veloce e capace di agire in autonomia, mentre Apple e Samsung continuano a ridefinire hardware, software e servizi tra aggiornamenti di sistema e nuove funzioni legate alla salute e alla produttività. In questo scenario, Android, iOS ed ecosistemi Galaxy diventano sempre più intrecciati con l’AI, trasformando smartphone, wearable e app in strumenti sempre più proattivi e integrati.

Mondo Google

Gemma 4 accelera: Google promette AI locale fino a 3 volte più veloce

Google ha annunciato un importante aggiornamento per la famiglia di modelli AI Gemma 4, introducendo una nuova tecnologia chiamata “Multi-Token Prediction drafter” che, secondo i test interni, può triplicare la velocità di generazione senza ridurre la qualità delle risposte. Il sistema sfrutta il cosiddetto speculative decoding: in pratica un modello AI più leggero anticipa contemporaneamente più token mentre il modello principale continua l’elaborazione, verificando poi in parallelo le previsioni corrette. Il vantaggio è enorme soprattutto nell’esecuzione locale, dove i limiti di banda tra memoria e GPU rallentano tradizionalmente gli LLM. I miglioramenti registrati sono notevoli: fino a 3,1 volte più velocità sui Pixel con Gemma 4 E4B e circa 2,5 volte sul più pesante Gemma 4 31B eseguito su chip Apple M4. Google ha già reso compatibili i nuovi drafter con framework popolari come Ollama, MLX e VLLM, distribuendo inoltre il sistema con licenza Apache 2.0, decisamente più aperta rispetto al passato.

Google Tasks aggiorna il widget con Material 3 Expressive su Android

Google sta iniziando a introdurre il nuovo linguaggio di design Material 3 Expressive nel widget di Google Tasks, con un aggiornamento che arriva in modo graduale tramite lato server nella versione 2026.04.27.x dell’app. La novità porta un’interfaccia più moderna e leggibile, con il pulsante “+” per aggiungere attività inserito in una pillola ben visibile e contrastata rispetto allo sfondo, pensata per migliorare l’usabilità dalla schermata home. Cambia anche la gestione dei colori, soprattutto in modalità scura, grazie all’integrazione con Dynamic Color di Android che adatta automaticamente le tonalità del widget in base al sistema e allo sfondo scelto dall’utente, garantendo maggiore coerenza visiva e leggibilità. Il rollout è progressivo e potrebbe richiedere tempo prima di arrivare su tutti i dispositivi.

Gemini diventa un vero assistente personale: Google prepara l’AI che agisce al posto tuo

Google accelera sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale agentica e prepara una nuova versione di Gemini Agent pensata per trasformare il classico chatbot in un vero assistente operativo capace di lavorare autonomamente. Internamente conosciuto con il nome in codice “Remy”, il sistema non si limiterà più a rispondere a domande o generare testi, ma potrà svolgere attività concrete come inviare documenti, gestire comunicazioni, organizzare compiti e persino effettuare acquisti online. Secondo le indiscrezioni emerse dai codici dell’app Google, l’assistente sarà in grado di apprendere continuamente dalle abitudini dell’utente, analizzando conversazioni, file e preferenze per offrire un’esperienza sempre più personalizzata. L’interfaccia includerà sezioni dedicate alle attività in corso, a quelle programmate e alle operazioni che richiedono conferma manuale, mantenendo comunque un controllo trasparente tramite dashboard dedicate alla privacy e alla gestione dei dati. Google sottolinea però che il progetto resta ancora sperimentale e non adatto a compiti professionali delicati come quelli medici, legali o finanziari.

Android Auto apre ai Beta tester: nuove funzioni in arrivo, ma i posti finiscono subito

Google ha riaperto a sorpresa le iscrizioni al programma Beta di Android Auto, offrendo agli utenti la possibilità di provare in anteprima le prossime novità della piattaforma dedicata alle auto connesse. Gli slot disponibili, però, tendono a esaurirsi molto rapidamente, visto che l’azienda mantiene volutamente ristretto il numero dei tester per controllare meglio stabilità e feedback. Entrare nel programma permette di accedere prima delle release pubbliche a nuove funzioni già individuate nelle build sperimentali, come il controllo del climatizzatore direttamente dall’interfaccia di Android Auto, widget personalizzabili nella schermata Home e un’integrazione sempre più spinta con Gemini. Proprio quest’ultima rappresenta uno dei focus principali di Google, anche se i primi utenti che l’hanno ricevuta segnalano ancora un’esperienza piuttosto altalenante. Va comunque ricordato che le versioni Beta possono contenere bug e malfunzionamenti, un aspetto particolarmente delicato trattandosi di un sistema che gestisce navigazione, chiamate e funzioni utilizzate durante la guida.

Mondo Apple

Apple AirPods con fotocamere AI: il progetto entra nella fase decisiva

Apple ha raggiunto una fase avanzata nello sviluppo dei nuovi AirPods dotati di fotocamere integrate, un progetto pensato per trasformare gli auricolari in un dispositivo chiave dell’ecosistema AI. I prototipi sono ormai vicini al design finale e si trovano nello stadio DVT, l’ultimo passo prima della produzione su larga scala. Le fotocamere non serviranno a registrare contenuti multimediali, ma agiranno come sensori visivi a bassa risoluzione per supportare Siri e le funzioni di intelligenza artificiale contestuale. L’obiettivo è permettere agli AirPods di “interpretare” ciò che l’utente sta guardando, offrendo risposte, suggerimenti e informazioni in tempo reale, in linea con la nuova generazione di assistenti AI. Il design resterà simile agli AirPods Pro, con modifiche minime per integrare i sensori. Apple sta inoltre lavorando sul fronte privacy con un LED di segnalazione attivo durante l’acquisizione dei dati visivi, anche se restano dubbi sulla sua reale visibilità data la dimensione ridotta del dispositivo. Il progetto, in sviluppo da circa quattro anni, ha subito ritardi legati al miglioramento di Siri e delle tecnologie AI sottostanti. Nonostante questo, Apple vede negli AirPods una piattaforma ideale per portare l’intelligenza artificiale nel quotidiano, sfruttando la loro diffusione globale e l’integrazione con iPhone. Se confermato, il lancio segnerebbe un passaggio chiave verso wearable sempre più intelligenti, in cui l’AI diventa invisibile ma costantemente presente nell’esperienza d’uso.

iPhone 18 Pro dice addio al titanio: Apple punta ancora sull’alluminio

Apple sembra intenzionata a proseguire sulla strada dell’alluminio anche con i futuri iPhone 18 Pro e Pro Max, confermando il cambio di strategia avviato con la generazione precedente e abbandonando definitivamente il titanio introdotto solo pochi anni fa. Secondo le indiscrezioni provenienti dalla Cina, la scelta sarebbe legata soprattutto a motivi pratici e produttivi: l’alluminio permette una dissipazione del calore più efficace, costa meno da lavorare e consente ad Apple di gestire meglio una filiera sempre più sotto pressione, soprattutto in un momento in cui il prezzo delle memorie continua a salire. Il titanio, pur garantendo maggiore robustezza, richiede infatti lavorazioni più complesse e costose, poco compatibili con volumi produttivi enormi come quelli degli iPhone. Resta però il tema della resistenza, perché molti utenti hanno segnalato che le scocche in alluminio risultano più soggette a graffi, ammaccature e scolorimenti nel tempo. Apple starebbe quindi lavorando a trattamenti superficiali migliorati per rendere le nuove finiture più durature, mentre sul fronte estetico iPhone 18 Pro dovrebbe mantenere un design molto simile all’attuale generazione, con l’unica vera novità rappresentata da una Dynamic Island più compatta e da una nuova colorazioneDark Cherry”, un rosso scuro tendente al marrone destinato a diventare la tinta simbolo della gamma Pro.

Mondo Samsung

One UI 8.5 parte davvero: Samsung avvia il rollout stabile globale

Samsung ha ufficialmente dato il via al rilascio stabile di One UI 8.5, portando le nuove funzioni Galaxy AI su un numero sempre più ampio di smartphone e tablet premium. L’aggiornamento debutta inizialmente in Corea del Sud sulla serie Galaxy S25, per poi espandersi rapidamente a Europa, Stati Uniti e altri mercati globali. Nelle settimane successive il rollout coinvolgerà anche Galaxy S24, Galaxy Z Fold7, Z Flip7, i pieghevoli della generazione precedente e i tablet Galaxy Tab S11 e Tab S10. One UI 8.5 punta soprattutto a migliorare strumenti AI dedicati a comunicazione, produttività e creatività, consolidando la strategia Samsung di integrare sempre più profondamente l’intelligenza artificiale all’interno del proprio ecosistema Galaxy, anche su dispositivi non più di ultima generazione.

Galaxy Watch può prevedere gli svenimenti: Samsung sorprende con un nuovo studio clinico

Samsung compie un passo importante nel settore della salute digitale grazie a uno studio clinico realizzato insieme alla Chung-Ang University Gwangmyeong Hospital in Corea del Sud, che dimostra come un Galaxy Watch possa prevedere episodi di svenimento improvviso con alcuni minuti di anticipo. La ricerca si è concentrata sulla sincope vasovagale, una condizione piuttosto diffusa legata a un improvviso calo della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna che può provocare perdita temporanea di coscienza e cadute potenzialmente pericolose. Utilizzando un Galaxy Watch6 dotato di sensore PPG e un algoritmo AI capace di analizzare la variabilità cardiaca, i ricercatori sono riusciti a prevedere gli episodi fino a cinque minuti prima che si verificassero, raggiungendo un’accuratezza complessiva dell’84,6% e una sensibilità del 90%. Secondo Samsung si tratta della prima dimostrazione concreta a livello mondiale della capacità di uno smartwatch commerciale di anticipare questo tipo di evento, aprendo la strada a wearable sempre più orientati alla prevenzione e non soltanto al monitoraggio successivo dei problemi di salute.

Fine degli aggiornamenti per alcuni Galaxy economici: meglio valutare il cambio

Samsung ha ufficialmente chiuso il ciclo di aggiornamenti per tre smartphone entry-level molto diffusi come Galaxy A13, Galaxy A23 e Galaxy M33, segnando la fine del supporto software e degli aggiornamenti di sicurezza. Si tratta di dispositivi pensati per un utilizzo essenziale e accessibile, molto diffusi tra chi cerca uno smartphone economico per chiamate, messaggi e applicazioni base, ma che ora non riceveranno più patch né nuove protezioni. Considerando che sono arrivati sul mercato con Android 12 e hanno beneficiato di circa quattro anni di aggiornamenti, il ciclo di vita può dirsi comunque in linea con quanto promesso per questa fascia di prezzo. Tuttavia, la mancanza di aggiornamenti espone inevitabilmente a un livello di sicurezza inferiore, soprattutto per chi utilizza lo smartphone per app bancarie, servizi online o navigazione quotidiana. In questo scenario, la sostituzione diventa una scelta da prendere in considerazione, soprattutto per chi vuole continuare a contare su un dispositivo affidabile, aggiornato e più sicuro nell’uso di tutti i giorni.

Continua a leggere su Fidelity News