Mojtaba Khamenei nominato nuova Guida suprema dell’Iran

Mojtaba Khamenei diventa la nuova Guida suprema dell’Iran, ereditando non solo il potere politico e religioso dal padre, ma anche il controllo del Setad, il conglomerato economico che rappresenta circa il 40% dell’economia del Paese.

Mojtaba Khamenei nominato nuova Guida suprema dell’Iran

Mojtaba Khamenei è il nuovo volto al vertice della Repubblica islamica dell’Iran, segnando per la prima volta nella storia del Paese il passaggio diretto del potere da padre a figlio. La decisione è stata annunciata dall’Assemblea degli Esperti, il collegio di 88 religiosi incaricato di designare la Guida suprema, pochi giorni dopo l’uccisione del padre Ali Khamenei in un att@cco aereo della co@lizione guidata da Stati Uniti e Israele.

La nomina, avvenuta in pieno contesto di conflitto, ha visto il sostegno immediato delle forze @rmate e dei Guardiani della rivoluzione, che hanno promesso fedeltà e obbedienza al nuovo leader, mentre esponenti di governo e Parlamento hanno sottolineato l’importanza della scelta per garantire continuità e stabilità nel momento di maggiore pressione esterna. Mojtaba Khamenei ha sempre mantenuto un profilo riservato. Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, ha seguito studi religiosi a Teheran e successivamente a Qom, pur senza mai ricoprire incarichi ufficiali nello Stato. La sua esperienza politica è rimasta confinata all’attività nell’ufficio del padre, eppure da anni circolano voci sulla sua influenza discreta ma costante all’interno della Repubblica islamica. Documenti diplomatici americani lo avevano già descritto come il “potere dietro le vesti”, capace di manovrare le dinamiche politiche dall’ombra.

In passato il suo nome era emerso in occasione delle elezioni del 2005 e durante le proteste del Movimento Verde nel 2009, alimentando polemiche e accuse di interferenze politiche, mentre nel 2019 il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha inserito nella lista delle sanzioni per presunte attività volte a consolidare le ambizioni regionali dell’Iran.

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova leadership riguarda il controllo del Setad, il conglomerato da miliardi che rappresenta circa il 40% dell’economia iraniana. Il gruppo dispone di asset offshore, ville di lusso a Londra e società opache legate ai Pasdaran, il potente braccio militare e ideologico della Repubblica islamica. Questo controllo mostra come il potere non sia principalmente ideologia, ma denaro e capacità di garantire la sopravvivenza del sistema politico e militare del Paese.

Mojtaba Khamenei eredita quindi non solo un ruolo religioso e politico, ma anche il comando di un complesso economico strategico che costituisce un pilastro fondamentale della Repubblica islamica. La sua nomina rappresenta una scelta strategica dell’establishment conservatore, volta a preservare la continuità e il controllo del Paese in un momento di guerr@, isolamento internazionale e crisi economica profonda. Il nuovo leader dovrà gestire non solo la sicurezza nazionale e le relazioni internazionali, ma anche le dinamiche interne legate al potere economico e militare, mantenendo un equilibrio tra apparato clerico, Pasdaran e interessi strategici. Il passaggio del potere, rapido e controverso, evidenzia la prevalenza di una fazione radicale pronta a consolidare il controllo clerico-militare ed economico del Paese. Mojtaba Khamenei incarna quindi il connubio tra discrezione religiosa, controllo economico e potere militare, con una leadership che si presenta come continuativa rispetto all’eredità paterna, ma che sarà chiamata a gestire una sfida complessa tra pressione internazionale, crisi economica e crescente scetticismo interno. La sua capacità di manovrare tra denaro, apparati militari e fedeltà politica determinerà il futuro dell’Iran nei prossimi anni.

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