Iran, accordo sulla nuova Guida Suprema dopo la scomparsa di Ali Khamenei: l’Assemblea degli Esperti pronta alla scelta

L’Assemblea degli Esperti iraniana avrebbe raggiunto un accordo sulla nuova Guida Suprema destinata a succedere ad Ali Khamenei, aprendo una fase decisiva per il futuro politico dell’Iran.

Iran, accordo sulla nuova Guida Suprema dopo la scomparsa di Ali Khamenei: l’Assemblea degli Esperti pronta alla scelta

L’Iran si avvicina a uno dei passaggi più delicati della sua storia politica recente. Dopo la scomparsa della Guida Suprema Ali Khamenei, l’organo incaricato di designare il suo successore avrebbe raggiunto un accordo sulla figura destinata a guidare la Repubblica Islamica nei prossimi anni. La notizia è stata resa nota attraverso alcune dichiarazioni diffuse dall’agenzia di stampa iraniana Fars e rilanciate anche sui canali social collegati all’emittente.

Secondo quanto riferito dall’ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri, membro dell’Assemblea degli Esperti, all’interno dell’organismo religioso e politico sarebbe stato raggiunto un consenso sulla personalità destinata a diventare la nuova Guida Suprema della Iran. In un video diffuso tramite i canali dell’agenzia Fars News Agency, Mirbagheri ha spiegato che nelle ultime settimane sono stati compiuti “grandi sforzi” per arrivare a una decisione condivisa, parlando di un parere definito “decisivo e unanime”. La scelta della nuova guida rappresenta un momento di svolta per l’assetto politico e religioso del Paese. La Guida Suprema è infatti la figura più influente del sistema istituzionale iraniano, con poteri che spaziano dal controllo delle forze armate alla supervisione delle principali istituzioni della Repubblica Islamica.

Per questo motivo, la decisione dell’Assemblea degli Esperti è osservata con grande attenzione sia all’interno del Paese sia sulla scena internazionale. Ulteriori dettagli sono arrivati anche da Hojjatoleslam Jafari, rappresentante della città di Zanjan all’interno dell’Assemblea. In un’altra intervista rilasciata alla stessa agenzia Fars, il religioso ha dichiarato di augurarsi che la popolazione iraniana possa presto sentirsi rassicurata dalla decisione finale. Jafari ha sottolineato che il ritardo nella designazione del terzo leader della Repubblica Islamica è stato percepito come un momento difficile, ma ha invitato i cittadini a mantenere fiducia nei rappresentanti incaricati di prendere una decisione così importante. Un ulteriore elemento emerso nelle ultime ore riguarda il processo con cui sarebbe stato individuato il candidato prescelto.

L’ayatollah Mohsen Heidari Alekasir ha spiegato che la scelta sarebbe stata influenzata anche da indicazioni attribuite al defunto leader. Secondo le sue parole, la futura Guida Suprema dovrebbe possedere caratteristiche tali da rappresentare una figura forte e determinata, capace di opporsi ai rivali internazionali della Repubblica Islamica. Nel dibattito politico iraniano è emerso anche il nome di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex leader supremo, indicato da alcuni osservatori come possibile successore. Tuttavia la sua eventuale candidatura è stata oggetto di discussione anche a livello internazionale. L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nei giorni scorsi, aveva definito questa ipotesi “inaccettabile”, contribuendo ad alimentare il confronto politico e diplomatico attorno alla successione. Secondo la Costituzione della Repubblica Islamica, spetta all’Assemblea degli Esperti scegliere la nuova guida dopo la fine del mandato del precedente leader.

L’organismo è composto da 88 membri, tutti religiosi eletti con il compito specifico di supervisionare e, se necessario, nominare il vertice dell’autorità religiosa e politica del Paese. La scomparsa di Ali Khamenei, che aveva guidato l’Iran per quasi 37 anni, ha aperto una fase di transizione particolarmente significativa. In questo contesto, la scelta della nuova Guida Suprema avrà un peso determinante nel definire la direzione politica, religiosa e strategica dell’Iran nei prossimi decenni. Nelle prossime ore o nei prossimi giorni potrebbe arrivare l’annuncio ufficiale del nome scelto dall’Assemblea degli Esperti. L’attenzione resta alta, perché dalla decisione finale dipenderà l’equilibrio interno della Repubblica Islamica e il suo rapporto con il resto del mondo.

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