Un’inchiesta del Financial Times ricostruisce una lunga operazione di intelligence che avrebbe preso forma nei primi anni Duemila, quando l’allora premier israeliano Ariel Sharon indicò l’Iran come priorità strategica, affidando al Mossad un mandato preciso. Nel tempo, l’attenzione si sarebbe concentrata su Ali Khamenei, figura centrale dell’establishment iraniano. Per seguirne gli spostamenti senza esporsi, gli analisti avrebbero puntato sulla rete urbana di Teheran.
Secondo il report, alcune telecamere del traffico sarebbero state compromesse negli anni precedenti, consentendo di osservare in maniera indiretta le abitudini della sicurezza e i percorsi più frequenti. Il passo successivo avrebbe riguardato l’elaborazione dei dati raccolti grazie a questi sistemi. Attraverso strumenti di calcolo molto avanzati e sistemi di apprendimento automatico, sarebbero stati costruiti modelli dettagliati delle routine quotidiane: orari, turnazioni, luoghi più ricorrenti.
In pratica, un vero e proprio mosaico digitale, in grado di trasformare immagini e segnali in schemi prevedibili. In questo lavoro avrebbe avuto un ruolo chiave l’Unità 8200 delle forze armate israeliane, specializzata in analisi tecnologica. Il giorno decisivo, riferiscono le fonti citate dal quotidiano britannico, nella zona di Pasteur Street le comunicazioni mobili sarebbero state temporaneamente interrotte, rendendo più difficile ogni coordinamento improvviso.
La collaborazione tra Mossad e CIA avrebbe permesso di monitorare in tempo reale gli sviluppi, anche grazie a un contatto sul posto. Una volta verificata la presenza del leader a un incontro mattutino con altri funzionari, sarebbe scattata la fase conclusiva dell’operazione. Il complesso sorvegliato sarebbe stato colpito con sistemi missilistici Sparrow, mentre velivoli restavano pronti a intervenire per garantire un vantaggio strategico.
In totale, stando a quanto riferito dal report, sarebbero stati impiegati trenta ordigni. Il quadro delineato è quello di un’azione pianificata per anni, fondata su tecnologia, analisi dei comportamenti e coordinamento internazionale, in un contesto di tensione che continua a segnare gli equilibri della regione.