Decreto bollette: bonus da 90 euro e 3 miliardi per famiglie e imprese

Il Decreto Bollette introduce un bonus straordinario da 90 euro per le famiglie con Isee sotto i 15.000 euro e prevede circa 3 miliardi di euro di misure per ridurre i costi energetici di famiglie e imprese.

Decreto bollette: bonus da 90 euro e 3 miliardi per famiglie e imprese

Il governo italiano sta per varare il cosiddetto “Decreto Bollette”, un pacchetto di misure pensato per ridurre il peso dei costi energetici su famiglie e imprese, con una dotazione complessiva di circa 3 miliardi di euro. Tra le novità principali emerge un contributo straordinario di 90 euro destinato a chi percepisce già il bonus sociale per l’energia, con un Isee inferiore a 15.000 euro: secondo le stime, ne beneficeranno circa 4,5 milioni di nuclei familiari.

La misura sarà discussa in Consiglio dei ministri il 18 febbraio, come annunciato dalla premier Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’urgenza di intervenire sui costi energetici per salvaguardare la competitività delle imprese italiane anche in ambito europeo. Il pacchetto prevede interventi sia per le famiglie che per le aziende. Una prima linea di azione riguarda la riduzione degli oneri generali di sistema, in particolare quelli legati agli incentivi alle rinnovabili, che pesano sulla voce Asos della bolletta elettrica.

La proposta prevede uno “spalma incentivi”: i produttori potrebbero volontariamente accettare una riduzione immediata degli incentivi, con contestuale estensione del periodo di incentivazione, permettendo così un calo istantaneo dei costi.

Parallelamente, il decreto dovrebbe introdurre misure tecniche per ridurre gli oneri sul gas naturale, impiegato nella produzione di energia elettrica, e per rafforzare la concorrenzialità del mercato all’ingrosso dell’energia, in modo da rendere più equilibrati i prezzi nel breve e medio periodo. Un altro capitolo riguarda le coperture finanziarie del decreto. Per reperire risorse, il governo intende utilizzare parte del gas stoccato da Gse e Snam durante la crisi energetica del 2022.

All’epoca, il gas era stato acquistato tramite prestiti del Mef per garantire il riempimento degli stoccaggi in un periodo di emergenza, caratterizzato da prezzi molto elevati a causa della crisi con la Russia. Il quantitativo disponibile è di circa 1,2 miliardi di metri cubi per il Gse e 800-900 milioni per Snam.

Considerando le quotazioni attuali del mercato all’ingrosso italiano, l’operazione genererebbe un incasso stimato attorno agli 800 milioni di euro, risorse che contribuiranno a finanziare il pacchetto di sgravi. Il decreto prevede anche interventi sul prezzo del gas venduto in Italia rispetto ai mercati europei, con l’obiettivo di ridurre il divario con il Ttf di Amsterdam, a vantaggio dei consumatori domestici e industriali. Nonostante la complessità tecnica, la misura sembra destinata a fornire un sollievo concreto sia alle famiglie più vulnerabili sia alle imprese energivore, bilanciando attenzione sociale e necessità di competitività.

Continua a leggere su Fidelity News