Sicurezza nelle scuole, la linea del governo: metal detector, sanzioni e “rivoluzione culturale”

Dopo una serie di gravi episodi tra studenti, il governo ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza nelle scuole.

Sicurezza nelle scuole, la linea del governo: metal detector, sanzioni e “rivoluzione culturale”

Gli ultimi episodi di reati tra studenti hanno riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza nelle scuole italiane. L’accoltellamento avvenuto venerdì scorso all’interno del liceo Einaudi-Chiodo di La Spezia, dove ha perso la vita Abanoud Youssef, 19 anni, colpito da un compagno di scuola diciottenne, rappresenta un punto di svolta che il governo non intende ignorare. A poche ore di distanza, un altro grave episodio si è verificato a Sora, in provincia di Frosinone, dove uno studente è stato raggiunto da alcuni fendenti all’esterno di un liceo, fortunatamente senza conseguenze gravi.

Di fronte a una cronaca di questi episodi, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni prepara un nuovo pacchetto di misure sulla sicurezza, atteso in Consiglio dei ministri entro la fine del mese. Tra le ipotesi sul tavolo: l’estensione dei metal detector negli istituti scolastici considerati più a rischio, sanzioni amministrative più severe e un rafforzamento delle misure penali anche nei confronti dei minori.

A intervenire con decisione è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che nei giorni scorsi ha raccontato di aver parlato con la preside dell’istituto spezzino, profondamente scossa dall’accaduto. “Quello che possiamo e dobbiamo fare è consentire ai dirigenti scolastici, nelle scuole di maggiore rischio, di installare metal detector, magari d’intesa con il prefetto”.

Le proposte del governo hanno suscitato immediate critiche da parte delle opposizioni, che accusano l’esecutivo di strumentalizzare situazioni come quella di La Spezia per giustificare politiche repressive. Accuse respinte con forza da Valditara, che ha parlato di “vecchi pregiudizi” della sinistra.

I metal detector non rappresentano una novità assoluta. Da alcuni mesi, infatti, sono già presenti all’ingresso di diverse scuole della provincia di Napoli, dove il fenomeno dei coltelli tra i banchi era emerso con maggiore frequenza rispetto ad altre aree del Paese. In alcune zone del capoluogo campano i controlli sono stati rafforzati con la presenza delle forze dell’ordine, unità cinofile e perquisizioni mirate.

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