Palermo si ritrova al centro di una vicenda destinata a far discutere a lungo, perché tocca uno dei temi più delicati della convivenza urbana: il confine tra diritto al riposo e valore sociale degli spazi educativi. Dopo dieci anni di contenzioso giudiziario, il Tribunale di Palermo ha stabilito che la parrocchia di Santa Teresa dovrà risarcire con 45mila euro i condomini di un palazzo vicino, ritenendo fondate le lamentele per il rumore prodotto dalle attività dell’oratorio. Tutto nasce da una protesta che, col tempo, si è trasformata in una battaglia legale.
I residenti del civico 42 di via Parlatore, affacciato sull’atrio dell’oratorio, hanno sostenuto che per oltre un decennio il campetto sia stato utilizzato in modo continuativo da bambini, ragazzi e anche adulti, con un livello di schiamazzo considerato eccessivo. Secondo quanto emerso in tribunale, le attività si sarebbero svolte dalle 16 alle 20 nei giorni feriali, mentre nei fine settimana si sarebbero protratte fino a tarda sera, in alcuni casi addirittura fino a mezzanotte.
Nel corso del procedimento, già nel 2019 il giudice aveva tentato di porre dei limiti precisi, fissando orari più restrittivi per i giochi, imponendo l’uso di un solo pallone, persino indicandone la tipologia, e prevedendo una pausa totale delle attività nel mese di agosto. Era stato inoltre suggerito l’impiego di barriere fonoassorbenti in gommapiuma lungo i muri per attenuare il rumore. Nonostante questi accorgimenti, secondo i condomini il disturbo sarebbe proseguito, alimentando ulteriormente il conflitto.
La sentenza definitiva, firmata dal giudice Filippo Lo Presti, arriva dopo un lungo percorso fatto di perizie tecniche e testimonianze. I residenti hanno documentato il proprio disagio anche attraverso fatture di percorsi di supporto psicologico e prescrizioni farmacologiche, elementi che il tribunale ha ritenuto rilevanti ai fini della valutazione complessiva. Il risarcimento riconosciuto tiene conto sia del danno materiale, legato alla riduzione del valore degli immobili e alla necessità di sostituire gli infissi, sia del danno non patrimoniale, identificato nel disagio subito nel corso degli anni.
L’Arcidiocesi di Palermo ha espresso profondo rammarico per l’esito della vicenda. Già nel novembre 2025, la parrocchia aveva tentato una strada conciliativa, proponendo un risarcimento di 5mila euro, offerta però respinta dai condomini. In una nota ufficiale, la comunità parrocchiale ha ribadito come le attività ludiche e sportive dell’oratorio siano sempre state pensate come strumenti di aggregazione, crescita e formazione umana e cristiana, e non certo come fonte di disturbo. Negli anni, viene sottolineato, sarebbero state adottate diverse misure per ridurre i disagi segnalati, pur senza riuscire a raggiungere un accordo condiviso.