Processo a Certaldo per abusi su una 16enne: uno degli indagati arrestato, l’altro latitante

A Certaldo un 21enne è stato arrestato e rinviato a giudizio per abusi su una 16enne, mentre il secondo indagato resta latitante; il processo inizierà ad aprile 2026.

Processo a Certaldo per abusi su una 16enne: uno degli indagati arrestato, l’altro latitante

A Certaldo, in provincia di Firenze, si apre un caso giudiziario che ha suscitato grande attenzione per la giovane età della persona coinvolta. I fatti risalgono al 10 novembre 2024, quando una ragazza di 16 anni, uscita da una discoteca insieme alle amiche, è stata convinta da due giovani a seguirli con la scusa di aiutarla a ritrovare le compagne.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i due ragazzi, poco più grandi della giovane, l’avrebbero condotta in un’area verde dove si sarebbe consumato l’episodio contestato. La giovane, secondo quanto riportato dagli investigatori, è stata poi soccorsa dalle amiche e trasportata in ospedale, dove ha presentato denuncia. Le indagini dei Carabinieri hanno portato all’identificazione dei due sospettati grazie all’analisi delle tracce biologiche rinvenute sugli indumenti della ragazza.

Uno dei due, un cittadino marocchino di 21 anni, è stato arrestato e attualmente si trova nel carcere di Bolzano. La prima udienza del processo è stata fissata per il 10 aprile 2026. Il difensore dell’arrestato ha richiesto gli arresti domiciliari, ma la procura si è opposta sottolineando la mancanza di una fissa dimora e di un’occupazione stabile dell’indagato. Il giudice per l’udienza preliminare, Fabio Gugliotta, si è riservato di decidere sulla richiesta del legale.

Il secondo indagato, anch’egli di origine nordafricana, al momento è irreperibile. Il procedimento a suo carico resterà sospeso finché non sarà rintracciato dalle forze dell’ordine. La giovane, accompagnata dal suo legale Cristina Bartaloni, era presente in aula e si costituirà parte civile nel processo. In aula è comparso anche un ragazzo che ha riconosciuto uno dei due sospettati come colui che quella sera le aveva teso la mano prima dell’accaduto. Le ricostruzioni parlano di una serata trascorsa in discoteca tra musica e momenti di divertimento.

La giovane, stordita dall’alcol e momentaneamente separata dalle amiche, aveva chiesto aiuto a due ragazzi, ignara delle loro intenzioni. Le indagini hanno confermato che i sospettati hanno poi approfittato della situazione, conducendo la ragazza in un luogo isolato. Grazie all’intervento successivo delle amiche e alla denuncia immediata della giovane, le autorità hanno potuto avviare rapidamente le attività investigative. Il caso ha acceso il dibattito sul ruolo delle misure di sicurezza per i minorenni nei contesti ricreativi e sulla necessità di percorsi di sostegno psicologico per chi subisce episodi simili. Gli esperti sottolineano l’importanza di programmi di sensibilizzazione e di prevenzione nei locali frequentati da adolescenti, affinché situazioni di rischio possano essere ridotte e il supporto alle giovani sia immediato. L’attenzione resta ora puntata sul processo, atteso con forte interesse pubblico, e sul rintraccio del secondo indagato. La vicenda evidenzia l’importanza della collaborazione tra le forze dell’ordine, le strutture sanitarie e le famiglie per garantire protezione e supporto ai minorenni in situazioni delicate.

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