Giunge ad una svolta la vicenda del processo per diffamazione aggravata che ha visto protagoniste le giornaliste della trasmissione Le Iene, Nina Palmieri e Carlotta Bizzarri. Le due croniste proprio per la nota trasmissione televisiva si erano occupate del caso del professor Carlo Gilardi, docente in pensione e benefattore di Airuno, in provincia di Lecco. Riassumiamo in breve la vicenda. L’uomo era noto per disporre di un patrimonio di circa due milioni di euro tra liquidità e beni immobili. L’uomo aveva manifestato la propria volontà di poter tornare nella sua abitazione in quanto nel 2020 fu trasferito presso la residenza sanitaria Airoldi e Muzzi di Lecco. Quattro anni dopo, nel 2024, quindi la Corte di Cassazione aveva annullato una condanna per l’ex badante dell’uomo Brahim El Mazoury. L’uomo poi è deceduto all’età di 92 anni nell’ottobre 2023. Per il caso in questione la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per violazione dell’articolo 8 della Convenzione, avendo stabilito che Gilardi inserito nella RSA non era proporzionato nì idoneo alla situazione. In Italia anche il Garante delle Persone Private della Libertà ha espresso rammarico in quanto Gilardi non ha potuto prendere visione e godere di quanto stabilito.
Ma veniamo al processo che ha riguardato le due colleghe de Le Iene. Secondo l’accusa, con 14 servizi trasmessi tra il novembre 2020 e il febbraio 2021, le due croniste avrebbero fatto credere erroneamente al pubblico che l’amministratrice di sostegno dell’uomo, l’avvocato Elena Barra, avrebbe agito non negli interessi del suo assistito lasciando anche intendere al pubblico un intento di approprivarsi del suo ingente patrimonio. Da qui la denuncia per diffamazione aggravata nei loro confronti, il processo e la condanna.
Le accuse e la condanna
In particolare il Tribunale di Lecco ha contestato alle due giornaliste il racconto del giorno in cui Gilardi fu trasverito nella RSA. L’ex badante Brahim El Mazoury aveva parlato infatti di pressioni e ingerenze nonchè minacce e prelievo forzoso del Gilardi, ma tale racconto è stato smentito dal verbale dei Carabinieri che quel giorno erano presenti sul posto. El Mazoury è stato assolto insieme all’ex badante con la formula “perché il fatto non costituisce reato” per quanto riguarda le dichiarazioni riprese in video.
Le due giornaliste si dicono rammaricate per la sentenza in questione, che rappresenta per ora solo il primo grado di giudizio. Le due giornaliste adesso andranno in Cassazione. “Noi però siamo più che convinti di aver fatto bene il nostro lavoro, non indietreggiamo di un passo e ovviamente andremo in appello, siamo fiduciosi nella giustizia” – ha detto Nina Palmieri. Il 9 dicembre prossimo in maniera integrale il processo verrà trasmesso nella puntata de Le Iene.
Il sostituto procurare della Procura della Repubblica di Lecco ha ritenuto che i 14 servizi abbiano raccontato una versione distorta della vicenda e per questo il giudice Gianluca Piantadosi ha condannato le due giornaliste ad una sanzione di 2mila euro a testa nei confronti dell’avvocato Barra e un risarcimento complessivo di 100mila euro. Questo il tipo di frasi contestate dalla magistratura: “questo signore che a noi sembra lucidissimo” o “l’avvocato Barra ha fatto bene il suo lavoro?”. A risarcire Barra dovranno essere le giornaliste che la società RTI che gestisce i canali Mediaset. Oltre al risarcimento di 100mila euro le due croniste dovranno pagare anche le spese processuali sostenute dalla parte offesa per circa 11mila euro.