Treni, continua la violenza: controllore pestato a Torino

A Torino, un controllore è stato aggredito da un italiano senza biglietto. Si tratta della seconda aggressione a membri del personale ferroviario in pochi giorni, dopo quella di Milano che costò quasi un braccio a Carlo di Napoli a Milano

Treni, continua la violenza: controllore pestato a Torino

E’ stata registrata un’altra aggressione ad un membro del personale ferroviario: dopo la tragica storia di Carlo di Napoli, il capotreno a cui è stato quasi amputato un braccio con un machete da una gang sudamericana a Milano (l’ultimo dei quattro aggressori si è costituito solo ieri), stavolta è stato il turno di un altro impiegato delle ferrovie, assalito in quel di Torino.

L’esito dell’aggressione tuttavia, fortunatamente per la vittima, non è stato altrettanto pesante. La vicenda si è consumata nel pomeriggio di ieri, quando il controllore in questione si trovava a svolgere le sue mansioni all’interno del regionale 2057 che operava lungo la tratta Chivasso-Ivrea.

L’uomo stava chiedendo ai passeggeri di esibire il proprio titolo di viaggio, quando infine è arrivato dinanzi ad un 44enne italiano, che si è rifiutato di esporre il biglietto. Di fronte all’insistenza del controllore, il passeggero ha quindi inveito contro la vittima, insultandola e minacciandola, per poi sferrarle un pugno in piena faccia.

Resosi conto dell’accaduto, l’aggressore è fuggito non appena il treno ha terminato la sua corsa presso la stazione di Ivrea, ma è stato successivamente identificato grazie all’ausilio delle telecamere di sicurezza a circuito chiuso.

L’uomo responsabile dell’assalto al controllore è stato quindi denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, mentre lo sventurato impiegato delle ferrovie è stato medicato in ospedale, e se la caverà con un’ecchimosi ed un bello spavento stando a quanto riportano i quotidiani locali. Solo lo scorso martedì 16 Giugno le organizzazioni sindacali Orsa, Cat e Cub hanno indetto uno sciopero di protesta, al quale ha aderito circa il 90% del personale delle ferrovie sul suolo nazionale.

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