Niente sconti per Putin: è questa la chiave di lettura con la quale è possibile interpretare l’incontro avvenuto ieri fra i rappresentati dell’Italia e della Russia. La politica del nostro Paese nei confronti del Cremlino è infatti radicalmente cambiata con Renzi, passando dalla totale connivenza berlusconiana nei confronti dell’operato del Premier russo, all’unione d’intenti dell’attuale Primo Ministro con i dettami dell’UE e degli USA. Fonti statunitensi hanno infatti riferito che il ritorno a rapporti normali con Mosca sarà impossibile fintanto che Putin si rifiuterà di rispettare gli accordi di Minsk, e Renzi si è mostrato concorde con questa versione.
Il Premier italiano, pur non mostrandosi affatto ostile nei confronti del collega russo, ha infatti dichiarato in relazione alla Russia: “Viviamo un quadro internazionale difficile, anche per questioni che non ci vedono unite”. Ballare sui cocci di vetro senza ferirsi è però una caratteristica che ha fatto le fortune del nostro Primo Ministro, che si è affrettato a spiegare quanto il ritorno ad una situazione di normalità possa essere la cosa migliore per tutti, ringraziando calorosamente la Russia per aver sostenuto la candidatura dell’Italia ad EXPO 2015.
Matteo Renzi ha dunque cercato di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, mantenendosi in linea con quanto deliberato in occasione del G7 senza però mostrarsi in alcun modo ostile nei confronti di Vladimir Putin, che rappresenta pur sempre un partner commerciale di primo piano per l’Italia. Proprio per quest’ultima ragione il suo storico alleato in casa nostra, Silvio Berlusconi, ha preparato una mozione per richiedere la fine delle sanzioni contro la Russia, definite nel documento “controproducenti e dannose” per l’economia nostrana.