Farkhunda uccisa per blasfemia: 13 donne portano la sua bara

Sono state 13 donne a sfidare le tradizioni afghane portando la bara di Farkhunda, linciata quattro giorni fa con l'accusa di aver bruciato il Corano. Un privilegio, quello di trasportare i defunti, normalmente concesso solo agli uomini

Farkhunda uccisa per blasfemia: 13 donne portano la sua bara

Era stata uccisa quattro giorni fa Farkhunda, la giovane afghana lapidata nei pressi della moschea Shah-Do Shamshira di Kabul, con l’accusa di aver bruciato alcune copie del Corano. Farkhunda, 27 anni, era stata circondata e brutalmente aggredita da una schiera di uomini, che facevano letteralmente a gara per riuscire a picchiarla: gettata a terra, presa a calci, sassate e bastonate fino alla morte. Il suo cadavere era poi stato trascinato sulle rive del fiume Kabul, venendo infine bruciato dalla folla di assassini in festa. In seguito all’accaduto, avevamo proposto il video di quel terribile massacro: un’incontrovertibile testimonianza di quanto il fondamentalismo religioso possa condurre la gente alla follia.

Una vicenda che ha diviso l’Afghanistan, tra i fanatici conservatori che appoggiano tuttora l’operato criminale della folla inferocita, e gli attivisti per i diritti umani, che adesso gridano allo scandalo. E sono state proprio tredici attiviste ad essersi offerte di portare la bara di Farkhunda ieri, nel corso dei funerali della giovane donna. Una sfida alle tradizioni afghane, che prevedono invece che siano gli uomini a portare in spalla le bare dei defunti; una provocazione supportata da quella fetta di popolazione che ora chiede giustizia, che rifiuta l’estremismo e le sue regole deliranti, e che ha protetto fisicamente il corteo così da permettere alle 13 donne di rendere onore alla memoria di Farkhunda.

E’ stato parallelamente cacciato dalla cerimonia funebre Ayaz Niazi, un religioso islamico che aveva difeso il linciaggio, definendolo come “un atto giustificato”. Piovono critiche anche sulla polizia, che aveva lasciato che la folla violentasse ed umiliasse il corpo di Farkhunda con pietre e bastoni fino alla fine, senza nemmeno provare ad intervenire. Sono stati infatti sospesi dal servizio tredici agenti che avevano assistito alla scena, consentendo alla folla di ammazzare la giovane. Altre tredici persone, tra le quali due venditori ambulanti di amuleti, sono state arrestate per l’omicidio.

Il generale Mohammad Zahir ha nel frattempo espresso il proprio cordoglio, affermando che “Farkhunda era completamente innocente, non c’è uno straccio di prova a sostegno delle accuse di aver oltraggiato il Corano”. A fargli eco sono subito arrivati il Ministro dell’Interno Norulhaq Ulomi ed il Ministro degli Affari Religiosi Mohammad Yousuf, i quali hanno confermato che, dalle indagini, non emergono evidenze riguardo al fatto che la ventisettenne avesse effettivamente dato fuoco al testo religioso. E’ stata nel frattempo istituita una commissione con il compito di far luce sull’accaduto, formata da giuristi, studiosi dell’Islam, giornalisti e da alcuni appartenenti ai movimenti femministi. A promuovere la creazione della commissione è stato lo stesso Presidente Ashraf Ghani, che prima di partire per gli USA ha dato ufficialmente il via all’inchiesta, dichiarando che “Il comitato avrà la responsabilità di indagare sull’incidente in modo appropriato, tenendo presente le leggi afghane, presentando quindi il suo rapporto al Palazzo presidenziale”.

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