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Facebook: più tatto in merito al caro estinto, Watch Party sfruttati per la pirateria, progetto di mappatura mondiale

Il social network in blu, coinvolto nell'affaire dei Watch Party usati per diffondere la pirateria, tira dritto e punta a mappare (e connettere) il mondo intero ma, nel frattempo, annuncia più tatto nei confronti di chi ha perso una un familiare o un amico.

Internet e Social
Pubblicato il 11 aprile 2019, alle ore 10:09

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Facebook: più tatto in merito al caro estinto, Watch Party sfruttati per la pirateria, progetto di mappatura mondiale

Facebook, il social network in blu co-fondato da Mark Zuckerberg, ha annunciato una serie di iniziative sia per tutelare coloro che hanno perso delle persone care, sia per proteggere il diritto d’autore dagli abusi commessi in taluni gruppi. Il tutto senza dimenticare lo scopo di ampliare ulteriormente la base d’utenza della piattaforma.

Qualche anno fa, Facebook ha introdotto la figura del profilo “erede”, o legacy che, alla scomparsa di un utente, ne controllava l’account social, gestendolo: solo di recente, però, sono state ampliate le funzionalità di questa figura, con la possibilità di trasformare in commemorativo il profilo del defunto, con annesso NewsFeed parallelo da moderare, stabilendo – ad es. – chi possa o meno vedere determinati contenuti, o postare elementi rievocativi testuali, video, e in forma di foto. Il problema, però, è che – secondo quanto segnalato da vari utenti – fino a che un profilo non viene memorizzato come “commemorativo”, continua a comparire nelle notifiche di compleanno, e ad essere suggerito quando si posta un evento: non il massimo del tatto per chi ha perso una cara persona, che sia un familiare o un’amicizia. 

Consapevole di ciò, la direttrice operativa del social, Sheryl Sandberg, ha confermato che verrà addestrata unintelligenza artificiale a riconoscere i profili commemorativi, sì che non vengano suggeriti in notifiche o come partecipanti ad eventi: in più, ai genitori di minori scomparsi sarà offerta la possibilità di inoltrare domanda per poter diventare “eredi” dei profili di questi ultimi, in modo da poter accedere alla gestione dei relativi contenuti.

Non meno importante è il problema della pirateria, che ha trovato nei gruppi di Facebook linfa vitale per la diffusione di contenuti protetti dal diritto d’autore. Il portale Business Insider, infatti, ha condotto un’inchiesta dalla quale emerge come alcuni gruppi del social, sfruttando la funzione “Watch Party” introdotta nel 2018, si siano trasformati in una sorta di cineforum, consentendo la visione collettiva (con annessi commenti al seguito) di film (es. Twilight, Mean Girls), serie tv, e show (Gordon Ramsay) soggetti a copyright. Il social, per tutta risposta, ha prontamente chiuso i gruppi coinvolti e, tramite la portavoce Carolyn Thomas, ha ricordato le iniziative intraprese in merito, ad esempio con il varo di regole per i recidivi e l’introduzione di appositi strumenti (tra cui l’Audible Magic ed il Rights Manager) ma, viste le difficoltà rese palesi dalle evidenze di cui sopra, ha chiesto la collaborazione di tutti attraverso lo strumento delle segnalazioni

Infine, il progetto di mappatura mondiale. Già detto dell’intenzione del social di stendere un cavo attorno all’Africa per offrire ai suoi abitanti connessioni a banda larga accessibili, Menlo Park ha confermato di aver ripreso il progetto, iniziato nel 2016, di mappatura globale, volto a comprendere la diversa densità – in termini abitativi – delle varie aree mondiali: attualmente, è in corso la mappatura dell’Africa ma, nei prossimi due anni, è probabile che si riesca a coprire tutto il mondo. A quel punto, spiega Facebook, i dati verranno messi a disposizione per scopi umanitari, ad esempio per direzionare al meglio i soccorsi in caso di catastrofi naturali, o per intraprendere mirate campagne di vaccinazione nell’eventualità di epidemie. Ovviamente, senza dimenticare lo scopo di guadagnare alla piattaforma, già stimata sui 2 miliardi di persone circa, anche nell’immenso continente africano. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - In effetti, un minimo di tatto era doveroso nel caso di chi ha perso delle persone care: forse, trasformato un profilo in commemorativo, l'escluderlo sin da subito dalle ricerche o delle notifiche avrebbe permesso di evitare il ricorso a soluzioni così artificiose come quella dell'intelligenza artificiale. Per il resto, non ero al corrente dell'uso distorto dei Watch Party, quanto meno non nelle proporzioni di quanto avviene, invece, sul social russo VK. La mappatura mondiale, invece, mi lascia un po' perplesso, sebbene non sia la prima iniziativa di "connessione globale" concepita da Zuckerberg.

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