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Facebook: nuovo down, investimenti metaverso virtuale e nella connettività veloce

Da Menlo Park Facebook prova a guardare al futuro, con investimenti per la connettività veloce globale accessibile e un ambiente virtuale, lasciandosi alle spalle cause antitrust, polemiche da rivelazioni, e critiche da down reiterati.

Internet e Social
Pubblicato il 11 ottobre 2021, alle ore 00:40

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Facebook: nuovo down, investimenti metaverso virtuale e nella connettività veloce

La nota piattaforma Facebook, dopo una settimana horribilis, con down e polemiche varie, sembra pronta a lasciarsi alle spalle diverse problematiche, annunciando nel contempo iniziative per favorire la connettività globale e uno sviluppo del suo metaverso virtuale 

Messe da parte le accuse mosse dalla talpa Frances Haugen, con Zuckerberg che ha replicato spiegando che “l’argomentazione che deliberatamente spingiamo per il profitto contenuti che fanno arrabbiare le persone è profondamente illogica“, Menlo Park ha dovuto affrontare un nuovo down che, nella serata di Sabato 9 Ottobre, ha interessato alcuni utenti delle piattaforme Facebook, Messenger, Instagram, WhatsApp: l’evento, poi ammesso poco dopo, non è risultato esser connesso al maxi down del 4 Ottobre ma è stato attribuito a “modifiche alla configurazione dei server“.

Anche il problema della causa anti-trust intentatole dalla FTC americana potrebbe andare verso una soluzione, con un nulla di fatto, nel caso venisse accolta la mozione pro archiviazione presentata da Facebook, presso la Corte Distrettuale per il Distretto di Columbia, con la motivazione che la Federal Trade Commision americana non è riuscita a dimostrare, dati alla mano, che Facebook avesse il monopolio nel mondo dei social. 

Sul versante, come direbbe il filosofo Francesco Bacone, della parte construens del suo universo, vanno annotate diverse iniziative per il futuro in quota Facebook. Quest’ultima, nel 2013, creò il progetto “Facebook Connectivity” per ridurre la diseguaglianza nell’accesso a internet: nell’ambito di ciò, venne varato il programma “2Africa Pearls” che avrebbe connesso Asia, Europa e Africa mediante 45mila km di cavi subacquei e, ora, inclusivo di 24 paia di fibre ottiche, con boe per alimentare il tutto via movimento delle onde in join con pannelli solari, e l’impiego di conduttori in alluminio, arriva la stesura di un cavo sottomarino transatlantico, tra Europa e America, capace di veicolare mezzo milione di gigabit (mezzo petabyte) al secondo. Sempre col fine di portare, e a costi contenuti, la connessione veloce ovunque, arriva anche il robot “baco da seta”, Bombyx, che, in un’ora e mezza, tenendosi in equilibrio su cavi elettrici di media grandezza, aggirando gli ostacoli capovolgendosi, è capace di stendere un km di fibra ottica sui suddetti cavi (evitando quindi che si debba scavare stendere il tutto). 

Secondo il Wall Street Journal, Facebook, a causa delle recenti polemiche destate dalla Haugen, ha deciso di mettere in pausa alcuni progetti praticamente già pronti, per paura delle polemiche che avrebbero potuto causare e per valutare possibili controindicazioni su categorie a rischio (tra cui quella dei bambini). Non sembra però aver ricevuto alcuno stop l’investimento di 10 milioni di dollari fatto da Menlo Park nel programma Horizon Worlds in modo da convincere gli sviluppatori a investire la propria creatività nella piattaforma immersiva Facebook Horizon, vagheggiata come futuro luogo d’aggregazione online, quasi un metaverso, in cui socializzare, scambiarsi contenuti, giocare, ed esplorare. Il tutto prevederà, tra le altre cose, anche premi sino a 10 mila dollari per coloro che svilupperanno i contenuti più interessanti e i mondi migliori e stanziamenti per coloro che, sui temi scelti da Facebook come interessanti per ampliare il suo mondo virtuale, svilupperanno contenuti inediti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Sui cavi stesi qui e là da Facebook, indubbiamente ciò sarà di aiuto nel connettere il mondo: va considerato però che ritorno ne otterrà o ne pretenderà Menlo Park. Dubito che il tutto avvenga per puro amore del progresso: nel 2016 il governo indiano disse no al progetto facebookiano Internet.org, poi FreeBasics, simile a quelli attuali, perché non garantiva la net neutrality. Comunque interessante è anche l'investimento per il progetto di ambiente virtuale: chissà a cosa porterà.

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