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Facebook: notifica mascherine, gruppo estremista bannato, problema privacy, chiusura Hobbi, polemiche investitori

Brutto inizio di weekend per Facebook, che ha ammesso una falla nella privacy, il flop di un'app sperimentale, e l'intenzione di ignorare la protesta degli inserzionisti: il tutto mentre arrivano l'invito a indossare le mascherine anti Covid-19, e un'importante repulisti contro l'hate speech.

Internet e Social
Pubblicato il 4 luglio 2020, alle ore 23:42

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Facebook: notifica mascherine, gruppo estremista bannato, problema privacy, chiusura Hobbi, polemiche investitori

Facebook Inc, la holding che presiede e controlla Facebook, WhatsApp, Instagram, Messenger, attiva anche nel ramo della realtà virtuale, e della domotica (tramite i Portal), ha preso posizione sul boicottaggio subito da parte di diversi investitori pubblicitari, ed ha ammesso sia la chiusura di un progetto sperimentale che una grossa problematica in tema di privacy. Sempre da Menlo Park, però, arrivano anche buone notizie in merito alla lotta contro i discorsi d’odio e sulle corrette pratiche da adottare contro il coronavirus. 

Sin dal lontano 2014, Facebook ha settato le opzioni del social in modo che gli utenti, nell’effettuare il log-in a siti, servizi e app terze tramite l’account in blu, potessero scegliere quali dati della piattaforma condividere con la nuova destinazione (ed i relativi controllanti): a causa del caso Cambridge Analytica, che ha portato ad una multa da 5 miliardi di dollari, Menlo Park ha stabilito che un programmatore non possa più accedere ai dati di un utente, definito “inattivo”, che non abbia usato l’app del social per 90 giorni (3 mesi). Il problema, però, è che tale meccanismo protettivo non ha funzionato, e ad ammetterlo è stato lo stesso social che, nelle scorse ore, ha rivelato come circa 5.000 programmatori abbiano continuato a consultare i dati degli utenti anche oltre i 3 mesi di inattività, a causa di una falla poi sanata il giorno dopo la scoperta: al momento, non è chiaro in cosa sia consistito il bug, né quali dati siano stati condivisi, ed il numero di utenti coinvolti, ma dal quartier generale di Mark Zuckerberg, oltre a promettere indagini in merito, si fa notare come non vi è stato un accesso non autorizzato ai dati, trattandosi di informazioni per le quali l’assenso era già stato dato in sede di log-in. 

Intanto risulta destinato a far discutere anche la presa di posizione del CEO Mark Zuckerberg, in merito alla campagna “Stop Hate for Profit” che ha portato oltre 500 grossi marchi a sospendere la pubblicità sul social, per ottenere misure più draconiane contro i discorsi d’odio (e, in molti casi, contro la retorica del presidente Trump). Secondo il giovane magnate, che mercoledì ha interloquito in videoconferenza con i dipendenti della holding, non verrà eseguita alcuna modifica alle policy della stessa sotto l’attuale pressione sul fatturato, perché creerebbe pericolosi precedenti, aggiungendo che gli investitori torneranno “relativamente presto, e che il danno ai conti sarà “lieve“. In tal senso, conferme sono arrivate dal Wall Street Journal e dalla più importante compagnia di media pubblicitari al mondo, GroupM: Pathmatics, azienda d’analisi nel ramo del marketing digitale, si è spinta oltre, spiegando la sicurezza del guru di Facebook col fatto che, dei 70 miliardi di introiti pubblicitari incassati nel 2019, solo il 6% veniva dai primi 100 marchi al mondo, mentre “più del 70% veniva da medi e piccoli brand poco o nulla preoccupati di dove appaiano i loro annunci“. 

Altra brutta notizia in ambito Facebook è rappresentata dalla chiusura dell’app sperimentale Hobbi che, creata dall’NPE Team di Menlo Park, dalla sua comparsa nell’App Store di iOS, lo scorso Febbraio, aveva racimolato solo 7.000 download: la decisione della chiusura del progetto (vagamente) ispirato a Pinterest, ma focalizzato sulla rendicontazione dei propri progressi in ambiti come il giardinaggio, la cucina, l’artigianato, l’arredamento, il fai-da-te (senza le possibilità di sfogliare e seguire le altrui bacheche, come invece in auge presso il rivale), è stata comunicata mediante una notifica in-app, con annesse spiegazioni su come scaricare, dalle impostazioni, i propri dati.

Ovviamente, Facebook prosegue nelle sue attività, nonostante qualche “infortunio” del tipo di quelli appena rendicontati e, a tal proposito, ha risposto con i fatti, annunciando di aver ottenuto un buon risultato contro l’hate speech, rimuovendo da Facebook 220 account, 106 gruppi, e 28 pagine, oltre a 95 account da Instagram, riconducibili al gruppo di estrema destra “Boogaloo”, che promuove violenza contro le istituzioni, i funzionari del governo, i civili, e le forze dell’ordine. 

Infine, un’iniziativa in ambito salutistico. Sebbene la pandemia da coronavirus stia dando tregua all’Europa, in molte altre parti del mondo, tra cui gli USA, ciò non è accaduto, con nuovi record di contagiati ogni giorno: l’OMS continua a raccomandare la protezione e la prevenzione dal morbo tramite il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. A tal proposito, per ora negli USA, Facebook ha preso a mostrare ai suoi utenti, all’apertura della social app e di Instagram, un avviso col quale invita a indossare la mascherina, fornendo anche un link al proprio Information Center sul Covid-19, ove sono fornite informazioni ufficiali sulla propagazione della malattia, e rammentati i consigli di prevenzione ufficialmente riconosciuti dai Centers for Disease Control and Prevention

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Facebook non dà mai modo di annoiarsi: questo è certo. Sull'ambito pubblicitario, Zuckerberg in effetti sa quel che dice quando spiega che il boicottaggio ai danni del social è solo temporaneo e più una questione d'immagine: la risposta ai critici è arrivata anche con i fatti, col repulisti dai danni di Boogaloo. Sulla chiusura di Hobbi (e di Lasso) non mi stupisco: Zuckerberg, non potendo comprare tutti i concorrenti, va per tentativi ed errori, per scoprire nuovi modi per affabulare gli internauti, e non sempre la cosa gli riesce. Neanche la nuova falla in tema di privacy mi ha sorpreso: è già accaduto, ed accadrà ancora. È bene esserne consapevoli.

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