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Facebook: iniziata l’indagine sul caso Cambridge Analytica, previsti premi contro i bug e futura moderazione dei commenti

Facebook, che presto potrebbe moderare i commenti, è stata ascoltata presso la House of Commons in merito al caso Cambridge Analytica: se ne eviteranno di simili grazie ai premi previsti per chi scova i bug? A tal proposito, ne è emerso uno molto singolare.

Internet e Social
Pubblicato il 28 novembre 2018, alle ore 17:40

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Facebook: iniziata l’indagine sul caso Cambridge Analytica, previsti premi contro i bug e futura moderazione dei commenti

Nuova settimana, nuovo saliscendi per Facebook, col celebre social network posto sotto accusa dai deputati di 9 Paesi in merito alle fake news ed alla ben nota fuga di dati personali del caso Cambridge Analytica: in più, un curioso bug avrebbe fatto tornare a galla vecchi messaggi su Facebook e Messenger. Forse, qualcosa che si sarebbe potuto evitare, nel caso fossero stati aumentati prima i bonus per chi scova i bug nelle app di Menlo Park che, ben presto, però, potrebbe riscattarsi migliorando la moderazione nei commenti.

Qualche giorno fa, presso la Camera dei Comuni britannica, si è aperta l’indagine della Commissione per il Digitale e i Media, presieduta dal Tory Damian Collins (lo stesso che ha fatto sequestrare alcuni documenti riservati di Facebook), ed aperta anche ai parlamentari di altri 9 Paesi, sul tema “Cambridge Analytica”, e sulla disinformazione in seno ai social network. Per Facebook, assente Mark Zuckerberg, è stato convocato il vicepresidente Richard Allan, già senatore presso la Camera dei Lords, tra le fila di quel partito liberaldemocratico che, in passato, ha annoverato anche il neo assunto Nick Clegg. Il dirigente, dopo aver ammesso che certi episodi hanno impattato sulla fiducia nel social, ha rivelato che Zuckerberg, in nome di una maggiore “sintonia con le autorità preposte al controllo“, sarebbe d’accordo con un quadro di regolamentazioni più stringente per società come Facebook. 

Da The Verge, intanto, giunge notizia di un bug che avrebbe fatto tornare in auge, nella chat del social e in Messenger, vecchi messaggi, segnalati come nuovi nonostante appartenessero a conversazioni chiuse ed eliminate, in alcuni casi anche di diversi anni addietro: addirittura, ironia della sorte, in alcuni casi si sarebbe trattato di conversazioni intrattenute con utenti o familiari nel frattempo deceduti. Facebook, interpellata in merito, ha imputato il problema ad un bug originatosi in seguito ad un aggiornamento software, ma ha precisato che i suoi tecnici sono già al lavoro per risolverlo, con la situazione che tornerà alla normalità nei prossimi giorni. 

Conscia che spesso bug del genere possono anche portare allo scoperto dati personali, come di recente accaduto per Instagram, da Menlo Park hanno varato una serie di “taglie” per gli hacker bianchi che scoveranno e segnaleranno falle in Facebook, WhatsApp, Messenger, Instagram, ed Oculus: si parte da 40.000 dollari per falle che non richiedono l’interazione degli utenti, a scendere sino a 25 mila per quelle che, invece, richiedono qualche azione da parte degli utenti.

Infine, dalla programmatrice Jane Manchun Wong giunge una rivelazione riguardante una funzione, attualmente in test presso pochi utenti selezionati del social, relativa al miglioramento nella moderazione dei commenti, attualmente possibile solo in chiave anti-spam, ma già presente in modo più esteso su Twitter, e sulla stessa Instagram. A quanto pare, Facebook avrebbe predisposto un pannello – attivo per la Timeline degli utenti – che permetterebbe di bannare alcuni utenti, o semplicemente parole chiave, emoji, e frasi che, in seguito, non appariranno tra i commenti, ma saranno visibili solo all’utente che li aveva postati (ed ai suoi amici). Ovviamente, non è chiaro quando ed in che termini tale funzionalità verrà implementata sul social. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Credo che sia stata positiva l'idea di aumentare i premi per chi scova bug e falle nella sicurezza dei prodotti Facebook: chissà che non sia la strada giusta per ridurre quegli episodi che hanno spesso messo Facebook nel mirino delle istituzioni di mezzo mondo. Il progetto della moderazione dei commenti, in chiave anti hate-speech, è doveroso: speriamo che venga implementato bene e presto.

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