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Facebook: badge esperto, marketing, maschere AR Harry Potter, disinformazione, inchiesta bomba

Travolta da una nuova inchiesta bomba, Facebook prova a lasciarsi le difficoltà alle spalle snocciolando i dati della lotta alla disinformazione, oltre al varo di novità per i gruppi e per Portal, ed al prospetto di una rivoluzione nel proprio marketing.

Internet e Social
Pubblicato il 14 luglio 2021, alle ore 21:23

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Facebook: badge esperto, marketing, maschere AR Harry Potter, disinformazione, inchiesta bomba

Dopo aver bloccato 8 reti di disinformazione attive in 7 nazioni (ognuna praticamente incentrata sulla popolazione del proprio paese), Facebook Inc, che nel solo mese di Giugno ha defalcato dalla sua piattaforma e da Instagram qualcosa come “5.381 account, gruppi e pagine dannosi“, ha preconizzato novità in ambito pubblicitario, messo in atto innovazioni all’interno dei gruppi, ma anche per Portal, scontrandosi però con il peso di un’inchiesta bomba del NYT.

Secondo quanto annunciato dal vicepresidente Ads & Business Platform di Facebook, Dan Levy, il social si sta impegnando affinché sia possibile erogare annunci personalizzati, monitorandone le performance, riducendo nel contempo la mole di dati personali necessari, in modo da render chiaro che non necessariamente privacy e personalizzazione siano in conflitto. Il tutto, contestualmente all’implementazione di un sistema di pagamenti interno anche per Instagram, dopo una fase iniziale di test in cui si potranno sfogliare contenuti business legati al fitness, all’abbigliamento ed alla bellezza, farà sì che, ad esempio, guardando il video di un viaggio nel proprio feed, l’utente vedrà apparire comunque degli annunci di offerte correlate da parte di imprese che, però, nel fare ciò non avranno avuto bisogno di acquisire dati sull’utente. 

In ambito più concreto, negli USA e nel Regno Unito, Facebook ha abilitato, per chi esegue video chiamate sui dispositivi Portal, la possibilità (mediante il pulsante “Curtain Call” nella barra degli strumenti) di mascherarsi come i personaggi del romanzo “Harry Potter e la maledizione dell’erede” di J,K Rowling, beneficiando di maschere AR che, grazie alla tecnologia di campionamento in tempo reale della pelle della piattaforma Spark AR, si adatteranno anche al tono della pelle dell’utente che, nel corso di una chiamata, annuendo col capo e toccando lo schermo, potrà anche lanciare all’interlocutore un incantesimo che gli sarà assegnato casualmente.

Molto interessante è anche quanto messo in atto nei gruppi. Nello specifico, l’amministratore di un gruppo, ravvisando in un utente una particolare competenza (per i post e i commenti, e per l’attività in generale) rispetto agli argomenti trattati nella community, potrà attribuirgli la carica di esperto. Nel caso quest’ultimo accetti, ogni suo intervento sarà caratterizzato da un relativo badge accanto al nome utente, oltre che dalla possibilità di salire sul palco per pronunciarsi quali guru nel corso di Audio Rooms o varare delle sessioni di domande e risposte. Per agevolare gli admin nel rilevare gli utenti più meritevoli d’esser nominati esperti, nell’ambito di un test che ora vede coinvolti i gruppi e le pagine relativi a fitness e gaming, ci si potrà auto proclamare esperti su uno specifico argomento.

Infine, un libro inchiesta delle giornaliste Sheera Frenkel e Cecilia Kang, intitolato “An Ugly Truth: Inside Facebook’s Battle for Domination”, ha permesso di appurare che, tra il 2014 ed il 2015, diversi dipendenti del social, poi puniti col licenziamento, hanno approfittato del loro accesso praticamente illimitato e non sufficientemente regolamentato ai dati degli utenti per spiare, in alcuni con una sorta di stalking anche nella realtà, persone, per lo più donne, per le quali avevano un particolare interesse

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - La novità relativa agli esperti è interessante e in qualche modo si lega alla possibilità già effettiva, per gli utenti, di qualificarsi quali mentori o allievi nel social, nell'ambito della funzionalità di mentorship. Nell'attesa di vederla all'opera, nel mentre ci si chiede se siano davvero necessari i filtri creativi mentre ci si videochiama, Facebook di certo dovrà affrontare altre grane, oltre a quella della consueta lotta alla disinformazione.

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