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Facebook: autodifesa dello status quo, limitazione dei live, ritorno di un’opzione prima rimossa

Facebook, dopo la replica alle dichiarazioni pepate di un suo ex co-fondatore, ha annunciato restrizioni all'uso dei live dopo la violazione delle policy d'uso del social, ed il ritorno di un'utile opzione rimossa un anno fa per questioni di sicurezza.

Internet e Social
Pubblicato il 16 maggio 2019, alle ore 10:14

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Facebook: autodifesa dello status quo, limitazione dei live, ritorno di un’opzione prima rimossa

Il giro di boa di questa settimana si è aperto, per Facebook, con una replica di Mark Zuckerberg alle parole dell’ex collega co-fondatore del social, con la limitazione delle dirette live per chi viola le regole del network, ed il ripristino di una funzionalità rimossa per sicurezza un anno fa.

Qualche giorno fa, il co-fondatore di Facebook, Chris Hughes, dichiarò che la commissione federale sul commercio degli States aveva fatto un errore nel consentire che Facebook acquistasse anche Instagram e WhatsApp, proponendo lo smembramento del colosso di Menlo Park per questioni di concorrenza e democrazia. Ovviamente, Zuckerberg, attuale CEO della piattaforma in blu e co-fondatore della stessa, non si è detto d’accordo e, anzi, ha sostenuto che le dimensioni colossali di Facebook sono esse stesse garanzia di democrazia: solo un’azienda delle dimensioni attuali di Facebook, infatti, può permettersi gli investimenti, poi effettivamente fatti, per sviluppare ed adottare sofisticati strumenti per la prevenzione delle interferenze dei troll sui processi elettorali.

A dimostrazione di quanto asserito, continua l’impegno del social a favore della corretta informazione. Ormai messo da parte il repulisti che ha portato alla chiusura di 23 pagine italiane che diffondevano notizie false o acchiappa click, per lo più legate al M5S ed alla Lega, è arrivata una modifica dei regolamenti del social, in base alla quale sono previste delle limitazioni all’uso dei live. Chiunque violi le policy più serie, anche una sola volta, ad esempio condividendo link decontestualizzati ad organizzazioni terroristiche, sarà escluso, temporaneamente, magari per un mese, dalla creazione di avvisi pubblicitari sul social, e dall’uso dello strumento Facebook Live. 

Onde evitare, inoltre, che un contenuto rimosso possa essere subito dopo ricondiviso in modo rimaneggiato, il social ha anche annunciato d’aver investito circa 7.5 milioni di dollari per realizzare, assieme ad alcune prestigiose università americane (tra cui la University of California, a Berkeley) degli strumenti per scoprire tempestivamente media, audio/video, manipolati a scopo riproposizione: il riferimento è a quanto successe, anche in questo caso, con la strage delle moschee in Nuova Zelanda, quando lo stragista Brenton Tarrant condivise in Live quanto stava compiendo, con un filmato che, pur rimosso, ha continuato a circolare, rieditato, per diverse settimane. 

Infine, il ritorno di una funzionalità, rimossa nel 2018 a causa di una pericolosa falla di sicurezza. Il social in blu ha preannunciato il ritorno dell’opzione “View as pubblic”, che permette di visitare il proprio profilo come un utente non iscritto alle liste personali degli amici, con – in più, nel profilo – un pulsante per editare rapidamente le informazioni rese accessibili, o meno, nella versione pubblica del profilo. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Decisamente, occorre fare qualcosa contro chi abusa delle regole del social e, sotto questo punto di vista, un ban momentaneo dall'uso di alcuni strumenti è pur sempre un inizio, anche se non sufficiente a risolvere il tutto: qualcosa che eviti la ricondivisione dei contenuti rimossi potrebbe essere rivoluzionario, se ben ottimizzato e privo di falsi positivi. Ben lieto che Facebook abbia finalmente risolto i problemi alla feature "View as public", che reputavo molto utile, e la cui mancanza era piuttosto tangibile.

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