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Bella da morire, parla Matteo Martari: "Non amo riguardarmi"

Matteo Martari è uno dei protagonisti di "Bella da morire", la serie di Rai 1 sul femminicidio in cui interpreta il ruolo di Marco Corvo che aiuta Eva Cantini, la Capotondi, nelle indagini. Racconta del suo personaggio e del fatto che odia rivedersi.

Televisione
Pubblicato il 23 marzo 2020, alle ore 15:39

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Bella da morire, parla Matteo Martari: "Non amo riguardarmi"

Matteo Martari è uno dei protagonisti della fitction di Rai 1, “Bella da morire“, con protagonista Cristiana Capotondi. Una serie in tre puntate di cui ieri sera è andata in onda la penultima con una serie di cambiamenti e risvolti ancora tutti da scoprire e verificare. Matteo Martari, nella fiction, ha il ruolo di Marco Corvo e aiuta Eva Cantini, ovvero la Capotondi, nello svolgimento delle indagini per trovare il colpevole. 

A Telepiù in cui ha rilasciato una intervista, l’attore confessa alcune cose che non sopporta e tollera del suo lavoro: “Nonostante sia orgoglioso dei miei lavori, odio guardarmi. Non riesco ad avere il giusto distacco e a seguire la storia se ci sono io in scena. La devo rivedere due o tre volte prima di rilassarmi”. 

Inoltre, l’intervista prosegue raccontando alcuni aspetti della personalità del ruolo che interpreta nella fiction, ovvero quello di Marco Corvo, ispettore. Un personaggio che, nonostante le difficoltà e le situazioni difficili, riesce a portare un po’ di leggerezza e simpatia, in modo da non risultare troppo pesante. Nella puntata andata in onda ieri sera è emerso il suo passato violento e scontroso, ma anche la sua fragilità, oltre a guardare al futuro. 

Fornisce delle anticipazioni riguardo il suo ruolo che, pian piano, migliora aiutando sempre di più Eva Cantini nelle indagini e, quindi, nella risoluzione del caso. Racconta che la gelosia non fa mai bene in un rapporto. Lui stesso ne ha sofferto e rischia soltanto di far allontanare le persone e non vivere bene qualsiasi rapporto. 

Bella da morire è una fiction che ruota intorno al tema del femminicidio e su questo argomento lo stesso Martari ha una opinione ben precisa e chiara ammettendo che “Per me femminicidio è qualunque forma di violenza fisica ma anche verbale verso una donna: crea danni psicologici irreparabili. Educare a questi argomenti potrebbe essere una delle soluzioni al problema”.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Mi piace molto questa fiction: è ben costruita e racconta tutto il processo che porta all'omicidio. Sinceramente non ho ancora capito chi possa essere il colpevole e non vedo l'ora di seguire la terza puntata per scoprirlo. Il passato di Marco emerso nella seconda puntata è stato inatteso, ma il fatto che sia riuscito a farcela e cambiare la sua vita è una svolta che ha dato al suo percorso. Riguardo al femminicidio, educare fin da piccoli è l'arma giusta per evitare che tragedie come queste trovino la parola fine.

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