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WhatsApp: su Android si intravede il Picture in Picture per i video. In attesa della pubblicità negli status

WhatsApp, sempre nel solco della monetizzazione della sua utenza, introdurrà - l'anno prossimo - la pubblicità negli Status. Intanto, ha rilasciato - nella Beta per Android - i Picture in Picture per i video.

Software e App
Pubblicato il 3 agosto 2018, alle ore 18:13

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WhatsApp: su Android si intravede il Picture in Picture per i video. In attesa della pubblicità negli status

WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea che ha pensionato gli SMS, forte dei suoi 1.3 miliardi di utenti, si appresta a diventare una delle app più (potenzialmente) profittevoli del gruppo Facebook, con l’arrivo della pubblicità negli Status: nell’immediato, però, meglio non irritare troppo l’utenza consumer che, anzi, gradirà certamente l’arrivo della feature “picture in picture” (PiP) su Android.

Facebook, nel secondo trimestre del 2018, complice il varo del GDR europeo e i vari scandali sulla privacy che l’hanno vista coinvolta, non ha raggiunto i profitti previsti: urge, quindi, un rimedio e quale soluzione migliore che monetizzare l’immenso parco utenti di WhatsApp? Nei giorni scorsi, si è detto del ritorno a pagamento dell’app, seppur solo per le imprese che tarderanno nel rispondere ai propri clienti via spin-off “For Business” ma a, quanto pare, le idee del team di Zuckerberg, alla base dell’uscita di Koum dal gruppo, non sono certo finite qui.

Il Wall Street Journal, infatti, ha pubblicato un report nel quale anticipa l’intenzione di WhatsApp di introdurre la pubblicità all’interno della sua app consumer (quella usata dagli utenti normali) partendo dagli Status, l’equivalente delle Storie di Instagram (per durata), assemblabili con testo, video, ed immagini. 

La scelta delle ads da mostrare dipenderà da quello che cliente ed azienda si diranno nel corso delle chat. Queste ultime, veicolate su WhatsApp, resteranno sempre criptate end-to-end e, quindi, inaccessibili ai gestori della piattaforma ma, in linea teorica, potrebbero essere memorizzate dalle imprese in una condizione decriptata, onde consentirne l’analisi agli inserzionisti che, da tale passo, trarrebbero i dati necessari per mostrare banner mirati. L’appuntamento con questo genere di pubblicità è fissato “a partire dal prossimo anno” ma, ad oggi, sarebbero già 100 le aziende che avrebbero collaudato l’advertising negli Status, con grossi nomi del calibro di Uber, Singapore Airlines, Bookings.com, Wish (e-commerce) e MakeMyTrip (agenzia online di viaggi).

Infine, anche una novità gradita in tema WhatsApp. I mitici leaker di WABetaInfo, tramite un cinguettio su Twitter, hanno comunicato che, con il rilascio della beta 2.18.234 per Android, WhatsApp ha reso disponibile (tramite una progressiva attivazione da server remoto) anche per gli utenti del robottino verde una funzione che i possessori degli iPhone possono già sfruttare stabilmente dal Novembre scorso: il Picture in Picture relativo ai video. In pratica, ricevendo un video ospitato da Facebook, YouTube, Instagram, la relativa miniatura presenterà un pulsante “play” che, se premuto”, consentirà di fruire il video in una piccola finestra flottante, che rimarrà in funzione anche qualora ci si spostasse in altre conversazioni o aree dell’app. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Ormai, s'è capito: WhatsApp deve rendere, e renderà. Timidamente, per piccoli passi, ma renderà. Ecco, quindi, spiegato il piccolo obolo che verrà chiesto alle aziende mentre, per i consumatori più refrattari ad aprire il proprio portafogli, si adotterà la classica strada del tracciamento e delle pubblicità mirate. Insomma, la merce saremo noi. Di fronte a prospettive del genere, passano quasi in secondo piano pur utili innovazioni come il Picture in Picture a favore dei video!

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