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WhatsApp e Telegram: è sfida a suon di novità per ghermire il consenso degli utenti

Inizio di settimana anche all'insegna delle novità software che, tra tanti annunci "berlinesi" di carattere hardware, riportano in primo piano l'attenzione sulle due più importanti chat app al mondo, WhatsApp e Telegram.

Software e App
Pubblicato il 9 settembre 2019, alle ore 13:22

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WhatsApp e Telegram: è sfida a suon di novità per ghermire il consenso degli utenti

Tra tante novità hardware, in arrivo da IFA 2019, non sono mancate anche le ultime notizie relative agli aggiornamenti che coinvolgono applicazioni importanti. Nel caso della messaggistica, è toccato a WhatsApp, e alla rivale russa Telegram, dare un po’ di brio ai primi esordi dell’autunno. 

Per quanto riguarda WhatsApp, le novità sono sostanzialmente due. La prima, appannaggio degli utenti di iOS, a quanto pare frutto di un paio di mesi di collaudi interni, è stata scovata dai leaker di WABetaInfo all’interno della beta 2.19.90.8 (via TestFlight), e prevede che l’utente possa ascoltare direttamente dall’area notifiche, senza dover aprire l’app, le note vocali o le canzoni che dovesse ricevere in chat, semplicemente premendo l’apposito tastino di riproduzione riportato nell’alert.

Tale gesto, tra l’altro, non contrassegnerebbe il messaggio, contenitore dell’elemento sonoro, quale letto visto che, per conferirgli tale status, sarebbe necessario ascoltare il contenuto dopo essere entrati nell’applicazione. In base a quanto emerso, e segnalato anche dalla rivista online Financial Express, la funzione in oggetto, ad oggi, non risulterebbe ancora a disposizione di tutta l’utenza iossiana, stante la natura di roll-out – via attivazione remota – ancora in corso d’opera.

Da Reuters, invece, giunge la notizia secondo la quale WhatsApp, già in attesa di ricevere il placet in India per il varo del proprio sistema di micropagamenti, avrebbe avviato delle trattative con degli interlocutori economici anche in Indonesia, ove il proprio sistema di pagamenti in-app potrebbe arrivare (comunque non prima del paese vicino) in forma differente, ovvero senza lo scambio di denaro tra gli utenti, ma come semplice supporto ai sistemi di pagamento fondati su wallet locali (magari messi a disposizione da Go-Jek e Dana, società di pagamenti online, o dalla banca statale Mandiri). 

Anche Telegram, con la release 5.11, si è concessa diverse migliorie (precedentemente testate anche su iOS). In tema di messaggi, dopo quelli silenziosi arrivano anche quelli pianificati, che possono essere programmati per essere spediti automaticamente al destinatario quando lo si desidera: per avvalersi della feature, bisogna tippare (o fare click col tasto destro, se su PC) sul pulsante Invia, e scegliere la voce “Schedule message”, che permetterà di pianificare data e ora della spedizione, prima di permettere la digitazione del contenuto, poi salvato tra i messaggi pianificati (rappresentati da un calendario). Nell’eventualità che si mediti l’invio di un messaggio salvato, la schedulazione dello stesso si tramuterà in un semplice promemoria ma, in ogni caso, il mittente sarà avvertito con l’arrivo, al momento opportuno, di una notifica con anteprima del messaggio, e iconico simbolo del calendario.

Sempre nei messaggi, inoltre, con Telegram 5.1.1 sarà possibile, tenuto premuto su un testo, eseguirne una selezione solo parziale, che potrà poi essere riusata in fase di inoltro o risposta, tramite le apposite voci apparse nel relativo menu contestuale.

In ottica personalizzazione, arrivano i “temi cloud”: in pratica, si tratta della possibilità di personalizzare la dominante cromatica di un tema predefinito, scegliendo un punto preciso all’interno dell’esagono pluri-colorato a disposizione, in modo da ottenerne uno proprio, che potrà essere condiviso via link, con la conseguenza che le modifiche apportate allo stesso, saranno messe a disposizione – in tempo reale – di coloro che utilizzano quel dato tema.

Infine, un tocco anche alla privacy. Qualche giorno fa, degli attivisti di Hong Kong lamentarono il fatto che, all’interno dei gruppi, il numero di telefono delle persone, anche se settato come privato, risultasse visibile, con la conseguenza che era possibile risalire all’identità del proprietario, e dimostrante. Ora Telegram è corsa ai ripari e, qualora si setti su “Nessuno” l’opzione “Chi può vedere il mio numero”, verrà anche permesso, all’interno della sezione “Chi può trovarmi con il mio numero”, di impostare la scelta “Solo i miei contatti”, per essere sicuri che il numero sia visibile solo da chi si abbbia in rubrica, e di cui – verosimilmente – ci si fidi.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Sui micropagamenti di WhatsApp, mi tengo le mie riserve: credo, però, che questo sistema finanziario in-app, quando e se esordirà, potrebbe differire di molto a seconda del mercato che lo accoglierà. Ottima (per alcuni), invece, l'idea di poter ascoltare le note vocali, che comunque aborro per principio, anche dall'area notifica. Nel caso di Telegram, apprezzo molto i temi cloud, così come le migliorie applicate ai messaggi (programmarli è il sogno di tutti): però, allo stesso tempo, trovo davvero inutile la soluzione "privacystica" messa in campo da Telegram, posto che un ente governativo potrebbe facilmente generare dei numeri casuali, corrispondenti a utenti reali, aggiungerli in rubrica, e vedere a chi corrispondono.

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