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Netflix: problemi investimenti in Italia, accordi con Google/Apple, piano gratis in Kenya

Nonostante le controversie sugli investimenti in Italia, Netflix ha annunciato nuove misure per guadagnare altri utenti, in particolar modo nei mercati emergenti, tra cui un piano di fruizione gratuita (ma con limitazioni) riservato al Kenya.

Software e App
Pubblicato il 21 settembre 2021, alle ore 11:46

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Netflix: problemi investimenti in Italia, accordi con Google/Apple, piano gratis in Kenya

Il colosso dello streaming noto come Netflix, reduce da rapporti difficili con le istituzioni italiane, e da tentativi di riconciliazione economica con Google ed Apple, ha appena annunciato il suo primo, sperimentale, piano gratis.

Ultimamente, Netflix sembra avere difficili rapporti con le istituzioni italiane, tese a recepire con un apposito decreto legislativo la direttiva comunitaria SMAV (acronimo di Servizi Media Audio Visivi) visto che il tutto si tradurrebbe in un suo incremento negli investimenti netti annui, per le produzioni locali ed europee in generale, dal 12.5 al 25%, seppur gradualmente, entro il prossimo 2025, con un trattamento di favore riservato a RAI (17%) ed altri broadcaster italiani (12.5%) nonostante il colosso californiano di Reed Hastings abbia già investito nell’audiovisivo italiano, nei tre anni che vanno dal 2017 al 2020, qualcosa come 300 milioni di euro tradottisi in più di 45 tra show, documentari, e serie TV.

Vanno forse meglio, invece, i rapporti della grande N rossa nei confronti di Google ed Apple da cui sembra essere molto “vezzeggiata“. Secondo The Statesman, siccome Netflix voleva usare un sistema di pagamenti alternativo per aggirare la fatturazione di Google Play, e quindi le commissioni dovute a Big G, si è trovato un accordo in ragione del quale Mountain View avrebbe chiesto una minor compartecipazione (pari a metà rispetto a quanto chiesto in genere agli sviluppatori, secondo il redattore di MLex, Michael Acton) agli utili del noto streaming service che, tra le altre cose, non abbandonerà nemmeno l’App Store.

Curiosamente, dalle carte della causa Apple vs Epic, è emerso come anche Cupertino abbia tentato qualcosa di simile, proponendo al prestigioso interlocutore di aderire al proprio programma partner video, con annesso pacchetto per Apple TV, comprensivo di promo negli Apple Store, email promozionali inviate da Apple, e approfondimenti quanto a dati sulle prestazioni. 

Mutuando iniziative simili già viste in India (basti pensare allo StreamFest che, per due giorni, ha permesso di fruire della piattaforma senza spesa alcuna), Netflix ha annunciato il suo primo piano totalmente free, in Kenya ove il suo tasso d’adozione è risultato essere molto basso: nello specifico, la sottoscrizione gratuita a Netflix consentirà di fruire, solo via app Android (e non iOS), solo di 1/4 del catalogo complessivo (senza pubblicità e comunque inclusivo di Bridgerton, Blood & Water, Army of the Dead), senza scaricamento off-line e col casting inibito verso TV e computer. La speranza, ovviamente, è che, dopo questo “assaggio“, per il quale non è nemmeno necessario fornire un metodo di pagamento, ma solo certificare d’esser maggiorenni (inserendo la propria mail), gli utenti decidano di passare a un più completo e versatile piano a pagamento. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Viste le premesse, è probabile che non vedremo mai questo piano gratuito anche in Italia: chissà se Netflix ha già scongiurato un eventuale ricorso alle VPN che verranno usate per farle credere di risiedere in quella nazione africana. Diversamente, avrebbe lasciato un varco aperto notevole verso una sua parziale fruizione gratuita. Altro punto cruciale è l'inserimento della mail per verificare la maggiore età: il sistema accetterà tutte le mail, comprese quelle usa e getta temporanee?

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