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Google pensa alla pubblicità nelle Immagini, Pinterest estende i Pin sponsorizzati, Instagram attiva gli acquisti in-app

Le grandi cifre che ruotano attorno agli acquisti online stanno spingendo Google ad introdurre le pubblicità tra le ricerche delle immagini, mentre Pinterest porta anche in Italia i Pin sponsorizzati, e Instagram attiva Checkout per gli acquisti in-app.

Software e App
Pubblicato il 19 marzo 2019, alle ore 18:06

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Google pensa alla pubblicità nelle Immagini, Pinterest estende i Pin sponsorizzati, Instagram attiva gli acquisti in-app

Secondo alcuni recenti dati del portale Statistica.com, nel 2018 le vendite online hanno mosso un giro d’affari pari a 2.842 miliardi di dollari, cifra che – tra 2 anni, ovvero nel 2021 – è quasi destinata a raddoppiare, toccando quota 4.878. Sarà proprio a causa di questi numeri vertiginosi che, in questo periodo, tutti i principali colossi del web si stanno interessando all’e-commerce, come nel caso delle iniziative di Google, e – ancora una volta (dopo quelle di inizio mese) – di Pinterest e Instagram.

Secondo quanto confermato da alcuni fortunati utenti coinvolti nel test (per ora riguardante solo prodotti per l’arredo da ufficio), Google intende inserire, all’interno della sezione Immagini, le pubblicità. In alcuni casi queste ultime, nell’eseguire la ricerca di un dato prodotto (es. scarpe per il fitness, etc), verranno visualizzate all’interno di vetrine virtuali, o “showcase shopping”, mentre – diversamente – saranno esposte come immagini quasi normali, ma con un segnalibro (“sponsored”, in basso a sinistra) che ne indicherà la natura commerciale, e porteranno – dopo un click – ad informazioni annesse, oltre che alla possibilità di procedere all’acquisto.

Anche Pinterest si sta cimentando in qualcosa di simile, le Pinterest Ads (o Pin sponsorizzati). Sbarcato lo scorso anno in Francia, dopo test positivi condotti con aziende del calibro di REWE, Leroy Merlin, Ferrero, e Tchibo, questo formato – e gli annessi strumenti di targeting – è stato esteso anche a paesi non anglosassoni, toccando prima Spagna, Germania, e Austria e, ora, l’Italia. Grazie ad esso, le aziende potranno creare utili contenuti, con link per l’acquisto, e gli utenti potranno selezionarli, eventualmente includendoli nelle proprie Raccolte, a questo punto delle vere e proprie wishlist

Stesso discorso per Instagram, acquistata da Facebook nel 2012 per un miliardo di dollari, e di recente giunta a toccare il traguardo del miliardo di iscritti, che si è allineata ai competitor, e non solo di recente: lo scorso anno, l’app per il photo-sharing di Menlo Park aveva introdotto lo strumento “Shopping” che, pur soggetto a diverse migliorie, richiedeva sempre di doversi recare sui siti esterni per concludere un acquisto. Ora, però, le cose cambiano grazie all’evoluzione (inizialmente negli USA) dello stesso in “Checkout” che, in pratica, consentirà di concludere l’acquisto in-app, senza uscire dalla stessa (o dover aprire un browser).

Per avvalersene, basterà scorrere la TimeLine e, tra un post e una Storia, nello scovare un’immagine riguardante prodotti (per ora) di abbigliamento (di brand quali Adidas e Nike per lo sport, Prada, Zara, e Dior per la moda), tippando su quest’ultima, si potrà finalizzare l’acquisto dell’articolo, pagando con carta di credito normale (MasterCard, American Express, Visa, Discover) o con PayPal

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Pensavo che fosse quasi un caso che diverse realtà tecnologiche della Rete internet stessero interessandosi all'e-commerce: e, invece, no. Come nel frangente delle Storie, anche dietro la passione di questi colossi per l'e-commerce c'era una ragione, sostanziata nel grande business che gli acquisti online generano. Personalmente, trovo comode queste opportunità, ovviamente purché i dati dei pagamenti e degli acquisti vengano ben protetti.

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