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Facebook ridisegna l’app e punta a reintrodurvi Messenger. Instagram rende pubbliche per errore le Storie

Secondo alcuni rumors, Facebook starebbe ridisegnando Facebook, per mettere in primo piano Messenger, destinato ad esservi nuovamente integrato: intanto, però, Instagram è rimasta coinvolta in un bug alquanto fastidioso per la privacy delle Storie.

Software e App
Pubblicato il 12 aprile 2019, alle ore 13:03

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Facebook ridisegna l’app e punta a reintrodurvi Messenger. Instagram rende pubbliche per errore le Storie

Avvio di fine settimana scoppiettante, per l’universo applicativo di Menlo Park, con sostanziose novità per il duo Facebook e Messenger, mentre la photo-app regina del momento, Instagram, è rimasta purtroppo coinvolta in uno spiacevole bug lesivo della privacy.

Partendo dalle novità già in arrivo, diversi utenti di Facebook per iOS hanno riscontrato l’arrivo di una nuova interfaccia per la Home dell’app, caratterizzata dalla predominanza del colore bianco e, in alto, da un restyling funzionale: in base a quanto è in roll-out via attivazione da server remoto, la sezione superiore del client mostrerà a sinistra una grande scritta “Facebook”, laddove a destra saranno presenti l’icona di una lente per la ricerca, in luogo del precedente form, ed un richiamo a Messenger (ora ancora tramite l’app a parte).

A sparire, nonostante il grande interesse di Menlo Park per le foto, è il richiamo diretto alla fotocamera in-app, comunque accessibile (col relativo corredo di filtri) quando si va a creare un nuovo post. Secondo le ipotesi correnti, un simile rinnovamento toccherà presto anche la piattaforma Android dove, qualche settimana fa, era già arrivato un restyling introduttivo che procedeva nello stesso senso, impostato al minimalismo ed alla semplificazione funzionale. 

La seconda novità in seno a Facebook riguarda proprio Messenger, e spiega – in un certo senso – il perché l’icona della messaggistica social sia destinata a essere messa in evidenza: la ricercatrice Jane Manchun Wong, infatti, ha scoperto che alcuni utenti di Facebook sono stati coinvolti in un test che permette loro di accedere alle funzioni di messaggistica senza dover ricorrere all’applicazione separata, nata nel 2011 per concorrere con iMessage e WhatsApp. La scelta di reintegrare Messenger in Facebook, com’era in origine, forse motivata dall’annunciata convergenza con Instagram e WhatsApp all’insegna dei contenuti privati criptati, sarebbe destinata ad estendersi a tutti gli utenti nei prossimi mesi (in caso di riscontri positivi dalle attuali sperimentazioni, senza – però – che il Messenger standalone venga soppresso). 

Meno belle le nubi che si profilano all’orizzonte di Instagram. La nota app per il photo-sharing, già soggetta al ritorno in auge di Snapchat, coinvolta qualche settimana fa in uno scandalo di droga (secondo il portale DrugAbuse, la piattaforma sarebbe usata dagli spacciatori per vendere stupefacenti, dietro tag quali #weed4sale), è finita al centro delle polemiche per un bug che potrebbe aver investito quanti usano (500 milioni al dì) le Storie in-app.

In particolare, si è notato come le Storie, normalmente accessibili ai soli follower, siano rimaste – per qualche tempo, a causa di un bug – visibili a tutti, anche agli “esterni”: l’unica eccezione sarebbe spettata a coloro che avevano reso privato il proprio account, visto che – in questo caso – i non follower avrebbero avuto l’evidenza di una nuova Storia, non riuscendo però a caricarla. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Non tutti i mali vengono per nuocere: ormai è chiaro che le app facebookiane convergeranno. Lo si vedeva dalle funzionalità sempre più simili: se ciò porterà a poter usare Messenger dall'interno di Facebook, risparmiando al telefono il carico di un'app pesante e invasiva, tanto meglio. Sono curioso di vedere come verrà gestita la vulnerabilità di Instagram, anche in ragione del fatto che Menlo Park vuole offrire a tutti conversazioni private e sicure: i presupposti, almeno per ora, sono - come direbbe Antonio Conte - agghiaccianti.

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