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Coronavirus, cinque trattamenti in fase di sviluppo

Al momento ci sono cinque trattamenti in fase di test per combattere il nuovo Coronavirus, alcuni dei quali già in stato di test su persone.

Salute
Pubblicato il 12 giugno 2020, alle ore 13:10

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Coronavirus, cinque trattamenti in fase di sviluppo

Queste settimane e questi ultimi mesi sono stati importanti per i ricercatori e gli studiosi. Sono state provate diverse soluzioni per tentare di sconfiggere il tanto temuto Covid-19. L’unico trattamento ufficializzato è quello che sfrutta il farmaco chiamato remdesivir. Il problema, però, è che tale prodotto aiuta solo a ridurre il numero di giorni in cui si è ricoverati in ospedale. Di fatto, il ricovero scende da 15 a 11 giorni.

Proprio per questo motivo, al momento ci sono ben 5 trattamenti contro il nuovo Coronavirus che sono in fase di sviluppo. Il primo di essi prende il nome di plasma convalescente. Consiste, come già detto, molte volte, nell’iniettare il plasma dei pazienti guariti dal Covid-19 nei corpi dei pazienti che sono ancora attualmente malati. Il motivo è che il plasma contiene anticorpi che sono già pronti a sconfiggere la malattia. Iniettandoli in un corpo malato, quest’ultimo riesce a difendersi dal virus.

Il secondo trattamento consiste nell’utilizzo di farmaci antivirali. Come ormai risaputo, esiste già il Remdesivir, che dà il suo valido contibuto nella lotta contro il virus. Tuttavia è in fase di sviluppo un farmaco che può essere assunto come una pillola e non più in via endovenosa: si chiama EIDD-2801. Questo farmaco consente di evitare la duplicazione del virus e dunque la diffusione nel corpo.

Un’altra tecnica consiste nell’utilizzare anticorpi monoclonali. Si tratta di molecole di laboratorio che imitano gli anticorpi del corpo umano: sono utilizzati per colpire le cellule infettate dal virus. Una quarta soluzione prende il nome di modulatori immunitati. Il sistema immunitario reagisce con l’infiammazione quando si verifica qualcosa che non va. Il coronavirus è pericoloso perché manda “fuorigiri” il sistema immunitario.

Nel momento in cui l’infiammazione si esaurisce, ecco che i danni diventano sempre più critici. Il farmaco, però, presenta il rischio di riduzione del sistema immunitario. Quindi sono ancora in corso degli studi a riguardo. Infine, la Casa Bianca si sta affidando a nuovi modelli di computer per studiare le modalità con le quali il virus infetta le cellule e dunque creare altrettanti modi per bloccare la diffusione del Covid-19. Così è possibile identificare farmaci esistenti che potrebbero aiutare il corpo umano.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Soluzioni piuttosto importanti sono quelle che stanno studiando i ricercatori. Mi fa piacere che siano state adocchiate più strade diverse e che alla fine anche in questo caso la tecnologia ci verrà in aiuto per sconfiggere il tanto temuto virus proveniente dalla Cina. Magari arriverà qualche modo per immunizzarsi.

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