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Vittorio Sgarbi difende Salvini e accusa Roberto Saviano: "E’ un falso santone violento innamorato di se stesso"

Vittorio Sgarbi si è scagliato contro Roberto Saviano, reo di aver attaccato violentemente Matteo Salvini: il celebre critico d'arte ha messo in rilievo il narcisismo dell'autore di Gomorra.

Politica
Pubblicato il 20 luglio 2018, alle ore 10:41

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Vittorio Sgarbi difende Salvini e accusa Roberto Saviano: "E’ un falso santone violento innamorato di se stesso"

Vittorio Sgarbi ha accusato ironicamente, ferocemente, Roberto Saviano che, nei giorni scorsi, ha attaccato con una violenza verbale decisamente sproporzionata il ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’autore di Gomorra ha scritto contro il leader leghista: “Confessi: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica?”.

Il critico d’arte, questa mattina, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un post duro e pungente contro lo scrittore napoletano, paragonandolo, fra l’altro, ad un santone solidarista a parole: “Seduto comodamente dietro una scrivania, imbellettato come uno sposino, da qualche parte nel mondo, davanti a un Pc, il “santone” Roberto Saviano diffonde quotidianamente i suoi proclami solidaristici”.

Per Vittorio la tanto millantata solidarietà dello scrittore rimane congelata nelle parole che decanta ai venti: “E, con una violenza verbale che ne rivela l’indole bullesca, mentre dice a Salvini: ‘Confessi: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica?’, sulla sua pagina Facebook pubblicizza (a pagamento?) un documentario di Netflix (Tv instreaming a pagamento) su se stesso dal titolo “Saviano, uno scrittore sotto scorta”.


Sgarbi ha sottolineato che nella sua pagina Saviano espone in modo trionfalistico l’evidenza di essere sotto scorta in una sorta di disturbo narcisistico della personalità: per l’irascibile critico i bestseller che scrive sulla criminalità organizzata di Napoli lo fanno vivere sfruttando la strategia della paura con il chiaro intento di alimentare il culto di se stesso. L’opinionista ha concluso ironizzando che comunque, si augura che presto Saviano possa produrre un nuovo documentario o un nuovo bestseller o una nuova trasmissione televisiva magari in coppia con Pif, il pifferaio magico dell’antimafia.

Lo scrittore, ieri, aveva definito “solo chiacchiere” le tante denunce annunciate dal vicepremier nei suoi confronti: secondo fonti del Viminale il segretario del Carroccio si è recato in Questura a Roma per sporgere querela. Forse proprio il post di Saviano, nel quale rivendicava che delle tante querele annunciate non ne aveva ancora ricevuta alcuna, ha convinto Matteo Salvini a porre rimedio immediatamente alla mancanza.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - La critica di Vittorio Sgarbi, elegante, avulsa da parolacce, non deve essere sottovalutata, direi che stavolta ha colto nel segno: Saviano troppe volte pare voler fungere da nuovo santone per tutti i buoni che la pensano come lui, per tutti quelli che, purificati dall'ignoranza dimostrata dal governo in carica, sono nel giusto.

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