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Virginia Raggi, non vaccinata, stigmatizza il clima da caccia alle streghe contro i no vax

L'ex sindaca di Roma è stata fotografata mentre era in fila davanti a una farmacia per fare un tampone. A chi le ha chiesto se fosse contraria ai vaccini, non ha risposto, limitandosi a condannare il clima di discriminazione contro i no vax

Politica
Pubblicato il 11 gennaio 2022, alle ore 11:48

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Virginia Raggi, non vaccinata, stigmatizza il clima da caccia alle streghe contro i no vax

Virginia Raggi è stata fotografata in fila davanti a una farmacia per fare un tampone, alimentando il sospetto che non sia vaccinata. Lei stessa non ha mai detto se ha ricevuto il vaccino anti Covid oppure no. Però ha stigmatizzato il clima da caccia alle streghe che si è scatenato contro i no vax, sostenendo che il vaccino è una scelta che va fatta ascoltando medici e specialisti, non politici, presidenti di Regioni e sapientoni.

Così, sul suo profilo Facebook, ha voluto chiarire la questione: “Oggi alcuni quotidiani hanno rilanciato una fotografia che mi riprende mentre sono in fila, insieme a decine di persone, davanti ad una farmacia in attesa di poter fare un tampone. Chiariamo subito due punti: non stavo facendo nulla di illegale e, a differenza di quanto qualcuno vuole insinuare, non ero in “incognito” solo perché indossavo un cappuccio per difendermi dal freddo. Se avessi voluto nascondermi avrei cercato una farmacia senza fila.Ma il punto non è questo. E’ piuttosto il clima di odio e discriminazione che si sta generando nel Paese attraverso l’etichetta no-vax”.

L’ex sindaca di Roma ha poi sottolineato come in Italia si stiano demonizzando i no vax, citando alcuni articoli in cui veniva descritto l’identikit del no vax tipico: licenza media, senza lavoro e con disagio abitativo. Una narrazione non reale dei no vax, il quale annovera anche molti medici e infermieri, e che, secondo la Raggi, innesca un meccanismo di ghettizzazione sociale, con una popolazione divisa in due schieramenti contrapposti e pronti a scontrarsi: i vax e no-vax.

Dal canto suo, il Campidoglio ha fatto sapere che, dopo che Virgina Raggi ha contratto il virus, ha dovuto seguire il protocollo sanitario, che vieta temporaneamente il vaccino a chi, essendo guarito dal Covid, ha le difese immunitarie particolarmente alte. E a chi le ha chiesto se è contraria ai vaccini, Raggi non ha risposto, limitandosi a ripetere di aver fiducia nella medicina e nella scienza, di seguire i consigli degli esperti, non di qualche politico, magari complottista, che si pronuncia su questioni sanitarie di cui non ha competenza.

L’ex sindaca Raggi, ricordiamo, ha annunciato di essere risultata positiva al Covid il 4 novembre 2020 e ha dichiarato di essere guarita il 15 novembre. Da quella data è passato oltre un anno. Secondo il protocollo saniatrio, il super green pass può essere concesso soltanto a coloro che sono guariti da meno di quattro mesi dal Covid. L’ex prima cittadina non ha mai dichiarato pubblicamente di essere vaccinata.

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Cosa ne pensa l’autore
Davide Spina

Davide Spina - La scelta di vaccinarsi è una questione personale, non spetta a noi decidere cosa gli altri debbano fare o meno. Se però il vaccino, ormai diventato obbligatorio, dovesse servire per ridurre i danni sulla salute della popolazione e ad alleggerire gli ospedali e le terapie intensive, magari liberando posti letto per chi è affetto da altre patologie gravi, allora ben venga. Purché sia sicuro e non faccia più danni del virus stesso.

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