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Virginia Raggi in visita alla famiglia Rom: la rabbia di Luigi Di Maio

Virginia Raggi ha fatto visita alla famiglia rom di 14 persone che ha ottenuto la casa popolare nei giorni scorsi. La reazione irritata di Luigi di Maio viene riportata in tutti i giornali.

Politica
Pubblicato il 9 maggio 2019, alle ore 10:47

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Virginia Raggi in visita alla famiglia Rom: la rabbia di Luigi Di Maio

Sono delle giornate di grande tensione a Roma, nel quartiere di Casal Bruciato, da quando si è saputo che una famiglia rom di 14 persone ha ottenuto dal Comune un alloggio popolare dove poter vivere. Da martedì scorso, 6 maggio, giornata in cui la famiglia di due coniugi e 12 bambini si sono trasferiti presso l’appartamento di via Satta, i manifestanti hanno preso possesso dell’atrio dell’abitazione, intimando alla famiglia bosniaca, i cui figli sono tutti nati in Italia, di lasciare libera la casa. Molte anche le minacce di violenza fisica e sessuale sulle donne presenti nel nucleo familiare.

In un clima tanto testo, Virginia Raggi ha deciso di andare a far visita alla famiglia in questione, che da giorni non esce di casa a causa delle proteste continue e per paura di avere ripercussioni fisiche. Il sindaco di Roma è stato scortato dalla polizia sin dentro l’abitazione, circondato dalle molte persone in protesta, che hanno insultato il primo cittadino per quel suo gesto.

La rabbia di Luigi Di Maio

Mentre molti esponenti politici si sono detti esterrefatti per le minacce fatte alla famiglia bosniaca e al sindaco di Roma, rendendo pubblica la loro vicinanza alla donna, Luigi Di Maio, seppur a capo dello stesso partito, sembra essere di un’opinione ben diversa.

Secondo alcune persone vicine al vicepremier, che hanno parlato con l’Ansa, Di Maio si è detto piuttosto irritato per quanto accaduto. Il politico infatti non ha gradito il gesto di Virginia Raggi di far visita alla famiglia di rom a Casal Bruciato, aggiungendo la frase “prima i romani”, che a molti ha ricordato lo slogan “prima gli italiani” del collega leghista Salvini.

Lo “sfogo” del vicepremier ha fatto molto parlare, essendo stato uno dei pochi fatti da Di Maio contro il sindaco romano. La Raggi, però, continua la sua battaglia affermando che l’assegnazione della casa popolare è avvenuto secondo la legge, e che la famiglia in questione aveva diritto come tutti di un tetto sotto cui vivere.

Alcuni interrogativi su questa vicenda, diventata un caso nazionale, arrivano anche dagli operatori interculturali dell’Opera nomadi, che si è occupata del trasferimento della famiglia rom. Stando a quanto affermato, infatti, neanche la cooperativa sapeva fino all’ultimo quale sarebbe stata la casa assegnata dal Comune, ma solo la via: eppure, le persone scese in protesta di fronte al piazzale dell’abitazione erano già a conoscenza del posto dove recarsi. Secondo alcuni operatori, qualcuno avrebbe volontariamente fatto trapelare la notizia, per creare disagio alla famiglia.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Sono dell'idea che quando si parla di difficoltà e umanità non dovremmo mai mettere in mezzo le idee politiche. Sapere che ci sono "persone" che per qualsiasi motivo minacciano di picchiare o addirittura violentare sessualmente delle donne o bambine, è una cosa tanto grave che mi dà la pelle d'oca il pensiero che molte persone non ne stiano parlando.

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