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Roma

Virginia Raggi dice "no" alle Olimpiadi a Roma: spiegati i motivi

Ha fatto molto rumore il "No" di Virginia Raggi alle Olimpiadi 2024 a Roma, benché il sindaco avesse sempre ritenuto la questione sportiva di marginale importanza rispetto alle altre problematiche cittadine. Ma non tutti la vedono così.

Politica
Pubblicato il 22 settembre 2016, alle ore 18:44

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Virginia Raggi dice "no" alle Olimpiadi a Roma: spiegati i motivi

Olimpiadi a Roma, Virginia Raggi dice no: il sindaco della Capitale ha messo definitivamente la parola “fine” ad una querelle che si protraeva da ben prima del suo insediamento in Campidoglio, relativa proprio alla candidatura della Città Eterna quale contesto per i Giochi Olimpici che avranno luogo tra otto anni.

La Raggi ha infatti rifiutato la possibilità di concedere Roma alla manifestazione, in quanto: “E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura […] Non abbiamo mai cambiato idea, abbiamo rafforzato la nostra posizione. Ci viene chiesto di assumere altri debiti, non ce la sentiamo“.

Nel corso della conferenza stampa in cui il sindaco ha definitivamente chiuso le porte a questa suggestione, avrebbe dovuto avere luogo anche un incontro tra la stessa Virginia Raggi e Giovanni Malagò, Presidente del CONI, il quale al contrario aveva tentato in ogni modo di persuadere l’interlocutrice a concedere il benestare per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.

Tutto inutile: non solo la Raggi è rimasta ferma sulle proprie posizioni, ma ha persino schivato il confronto con lo stesso Malagò, rifiutando il colloquio faccia a faccia. Nonostante ciò la delegazione pro-Olimpiade, composta oltre che dallo stesso Malagò, anche da Luca Pancalli (presidente del Comitato Italiano Paralimpico) e da Diana Bianchedi (coordinatrice del comitato promotore) si era recato presso il Campidoglio in un disperato tentativo di persuasione.

Ma anche questo gesto non ha prodotto risultati, dal momento che all’orario fissato per l’appuntamento (14:30) Virginia Raggi non era presente: stava pranzando in una trattoria. Dopo 35 minuti la delegazione sportiva ha desistito, non senza comunicare una certa insofferenza; il sindaco dal canto suo si è poi scusato così: “Ho avuto un contrattempo, qualche minuto di ritardo“, affermando che Malagò si sia defilato proprio nel momento in cui lei stava rientrando.

Per quel che concerne le (oramai non più attuabili) Olimpiadi di Roma 2024 e le motivazioni del “no”, la Raggi ha spiegato che: “Non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e contro lo sport, ma non vogliamo che lo sport venga usato come pretesto per una nuova colata di cemento in città. Diciamo no alle Olimpiadi del mattone“. 

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Cosa ne pensa l’autore
Giulio Pagani

Giulio Pagani - La Raggi ha fatto tantissime cazzate a mio giudizio, la più pesante delle quali riguarda sicuramente la Muraro e la questione degli inceneritori (lo sapevano anche i sassi, come si suol dire, quello che l'assessore aveva già combinato in passato e quali fossero le sue posizioni, di certo i membri del M5S non potevano non esserne a conoscenza), ma in questo caso le do ragione. Le do ragione perché le Olimpiadi in tante città hanno prodotto giganti di cemento tutt'ora inutilizzati che pesano ancora sulle casse comunali e sul decoro urbano (un esempio lampante sono i residui delle Olimpiadi Invernali di Torino, che hanno prodotto molte più perdite che guadagni sotto tutti i punti di vista). Le Olimpiadi sono per una città sana, e Roma al momento non lo è, sarebbero soliamente un palliativo per il popolino. Per quanto mi dolga ammetterlo, dal momento che amerei vederle in Italia. Ma in questa Italia, ripeto, non è attuabile.

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