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Violenza sulle donne: il codice rosso è legge. I nuovi reati sono revenge porn e sfregio al volto

Il codice rosso include una serie di articoli per la tutela sulle donne e inizia a combattere ciò che è la violenza domestica e quella di genere. Ecco i nuovi reati.

Politica
Pubblicato il 18 luglio 2019, alle ore 01:01

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Violenza sulle donne: il codice rosso è legge. I nuovi reati sono revenge porn e sfregio al volto

Oggi è una data da segnare sul calendario, perché si smuove qualcosa per ciò che riguarda la violenza sulle donne. È stato reso legge a tutti gli effetti il famoso “codice rosso“. Si tratta di un disegno di legge che tutela le vittime di violenze di genere. Il decreto legge è stato votato nel Senato e non ha ottenuto alcun voto contrario: solo 47 astensioni e ben 197 voti a favore

Tra i partiti, il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno votato a favore, mentre il Partito Democratico si è astenuto. Il codice rosso è composto da 21 articoli ed è inclusa una procedura che consente di velocizzare i processi penali e dare pene ben più severe. È questo il primo passo del governo per la battaglia contro i femminicidi, le violenze domestiche, e quelle di genere. 

Codice rosso: la legge è insufficiente per l’opposizione

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha spiegato ai microfoni che il codice rosso, al momento, è la cosa migliore che si può fare. Il ministro, però, è consapevole che tutto ciò non basta e non combatte definitivamente la violenza sulle donne. Anzi, si metterà già al lavoro per ridurre ulteriormente i tempi relativi ai processi.

Anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha ricordato che ogni 72 ore si verifica un femminicidio e che dunque si tratta di una vera e propria emergenza sociale. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si dispiace che ciò non possa effettivamente bastare, ma racconta che rappresenta un’importante svolta in questo Paese.

L’opposizione, invece, rappresentata dal Partito Democratico, che tra l’altro si è astenuto, è di altro avviso. “Abbiamo perso l’occasione di fare del codice rosso uno strumento davvero utile a contrastare il drammatico fenomeno della violenza sulle donne” , ha dichiarato la senatrice del PD Valeria Valente, “La maggioranza non ha nemmeno voluto prendere in considerazione uno solo degli emendamenti che abbiamo proposto: li hanno bocciati tutti in maniera burocratica e arrogante”. 

Secondo Valente, la legge è insufficiente e accusa il governo di aver dato importanza alla propaganda anziché al fatto concreto. Tra i reati inclusi nel codice rosso ci sono quelli del revenge porn e dello sfregio al volto: il primo è il reato di diffondere, per vendetta, immagini e video private e intime, mentre il secondo rappresenta proprio l’azione di sfigurare una persona con lesioni permanenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Meglio il codice rosso che niente. Onestamente, è evidente che chi si oppone lo fa per motivi di "vendetta", e perché deve ostacolare a tutti i costi gli altri partiti. Questo è un tipico esempio di mancanza di logica. Il colmo sarebbe stato se qualcuno avesse votato contrariamente alla proposta.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

18 luglio 2019 - 01:05:41

Per non voler portare acqua all'altrui mulino, ecco che chi parla tanto di diritti non ha trovato di meglio da fare che astenersi...

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