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Viggiano: sindaco leghista richiede il sussidio da lui stesso deliberato

Amedeo Cicala, sindaco di Viggiano in provincia di Potenza, ha beneficiato di un sussidio da 3000 euro da esso stesso erogato a favore di tutte quelle partite Iva colpite dal Covid. Il primo cittadino ha commentato la propria posizione in merito alla faccenda.

Politica
Pubblicato il 14 agosto 2020, alle ore 12:04

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Viggiano: sindaco leghista richiede il sussidio da lui stesso deliberato

La pandemia da Coronavirus, oltre a mietere contagiati su contagiati e vittime su vittime, ha anche arrecato ingenti danni all’economia italiana. Il lockdown ha portato alla chiusura temporanea di tutte le attività, commerciali e non. La condizione di tanti italiani è diventata difficile in pochissimo tempo e così il Governo si è presto prodigato in loro soccorso.

Con il Decreto Cura Italia prima e il Decreto Rilancio poi è stata erogata una misura governativa a sostegno delle partite Iva, liberi professionisti e lavoratori autonomi, la cui attività abbia risentito del Covid-19. Nello specifico è stato elargito un bonus da euro 600 INPS, per tutte le attività sopra citate. Ben presto però lo scandalo è scoppiato e lo sdegno di cittadini e forze politiche è affiorato: alcuni deputati hanno chiesto e ottenuto il bonus in questione.

Fino ad ora sono spuntati i nomi di Andrea Dara e Elena Murelli, entrambi leghisti. Tra le fila della Lega Salviniana, milita anche Amedeo Cicala, sindaco di Viaggiano in provincia di Potenza. A quanto pare anche Cicala avrebbe approfittato non del bonus da 600 euro, bensì di un sussidio da 3000 euro da egli stesso approvato.

Nello specifico, Viaggiano è un paese noto per ospitare il più grande impianto di estrazione di petrolio d’Europa. L’erogazione del bonus da 3000 euro è stato possibile grazie ai finanziamenti pervenuti proprio dalle più grandi compagnie petrolifere. Si tratta di un sussidio stanziato a favore di tutte le partite Iva del paese. Per poter partecipare al bando di richiesta, come requisito era necessario avere un reddito non superiore ai 70mila euro annui.

E tra le tante richieste pervenute, è arrivata anche quella del sindaco Cicala che ha poi beneficiato del bonus. La notizia è stata diffusa dai media locali e lo stesso Cicala l’ha poi confermata in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta del Mezzogiorno”, raccontando come sono andate le cose: “Hanno fatto domanda circa 370 partite iva e tutte hanno ricevuto il bonus. Tra questa anche la mia. Qual è il problema? Io guadagno 1.400 euro al mese senza contributi perché quelli me li pago io con la mia piccola attività, per cui non vedo perché non dovevo partecipare“.

Secondo Arnaldo Lomuti, senatore lucano del Movimento 5 stelle, oltre al sindaco anche l’assessore al bilancio e capogruppo di maggioranza hanno beneficiato dell’indennità. E pensare che sono stati proprio loro, insieme al sindaco, a votare la delibera in giunta facendola passare. E proprio sindaco, assessore e capogruppo hanno beneficiato del supporto.

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Cosa ne pensa l’autore
Tonia Sarracino

Tonia Sarracino - Personalmente trovo che anche una bella iniziativa a supporto di chi è in difficoltà, come il bonus da 600 euro o nello specifico il sussidio da 3000 erogato, debbano essere sporcati da quei "furbetti" che non mancano mai. Il sindaco Cicala ha raccontato la sua verità, giustificando il gesto compiuto.

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