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Una proposta di legge rumena riconosce i delfini come persone non-umane

Il Senato romeno dovrà esprimersi nei prossimi giorni su una proposta di legge che vorrebbe si riconoscessero i delfini come "persone non-umane", per via della loro spiccata intelligenza e sensibilità

Politica
Pubblicato il 2 marzo 2014, alle ore 19:34

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Una proposta di legge rumena riconosce i delfini come persone non-umane

Dopo l’India, che nel maggio 2013 stabilì il divieto di detenzione di delfini in cattività per l’intrattenimento commerciale, è la volta della Romania che, con la proposta di legge di Remus Cernea, un membro del parlamento rumeno, vuole riconoscere dei diritti ai cetacei, in qualità di “persone non-umane“.

In base a questa proposta di legge ai delfini sarà riconosciuto il diritto alla vita, il diritto di muoversi liberamente nel loro ambiente naturale, senza che nei loro confronti venga compiuto nessun atto di crudeltà, il diritto a non essere separati dal gruppo a cui appartengono, considerato che la scienza afferma da tempo la loro elevata intelligenza, sensibilità e la loro capacità di formare complesse relazioni sociali. I delfini mostrano inoltre, un alto livello di organizzazione, un’ottima memoria, metodi di comunicazione e di contatto con l’essere umano. 

Numerosi i consensi e le manifestazioni di approvazione che l’iniziativa di Cernea ha ricevuto; lo stesso Louise Psihoyos, regista del film documentario The Cove, uscito nel 2009, che parla dell’annuale caccia ai delfini a Taiji, in Giappone, in una lettera aperta rivolta ai media rumeni, esprime così il proprio pensiero: “È chiaro che la capacità dei delfini di pensare, sentire, fare esperienza, e manipolare il loro ambiente è pari a quella di un essere umano. Per questo motivo, credo che i delfini dovrebbero ottenere i nostri stessi diritti, in quanto persone non umane, ed essere protetti dalla legge.”

La cattura dei delfini era già proibita da tempo in Romania, ma l’aumento delle richieste dal Mar Nero per acquari e altre attrazioni stava, comunque, intensificando il commercio illegale di questi mammiferi marini e mettendo in serio pericolo la loro sopravvivenza.

Il disegno di legge prevede, inoltre, che le violazione dei diritti in esso riconosciuti saranno “perseguite con pene equivalenti a quelle previste dal codice penale per le violazioni dei diritti delle persone umane”.

Se il Senato rumeno deciderà di convertire in legge la proposta, la Romania sarà un altro stato che, assieme al Costa Rica, all‘Ungheria, al Cile e all‘India, rifiuta apertamente la cattura e il maltrattamento dei delfini, in nome anche della Dichiarazione dei diritti dei cetacei firmata nel 2010 a Helsinki, in Finlandia, da ricercatori e animalisti con lo scopo di riconoscere a balene e delfini come individui dotati di coscienza di sé.

Certo è che per avvalorare il contenuto di questa legge e della Dichiarazione dei diritti dei cetacei, occorrerebbe fare qualcosa in più, come eliminare le esibizioni dei delfini nei delfinari, nei parchi acquatici, negli zoo. In Italia, lo scorso, anno, l’ENPA presentò una denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo il ritiro della licenza aZoomarine, e un da sondaggio IPSOS risulta che il 68% degli italiani chiede la chiusura dei delfinari.

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