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Una busta con proiettile è stata recapitata a Matteo Salvini. Indaga la Digos

Il plico è stato intercettato al Centro di Smistamento Postale di Roma. Nessun mittente e nessuna rivendicazione. Salvini: "Non ho paura, vado avanti".

Politica
Pubblicato il 21 maggio 2019, alle ore 17:34

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Una busta con proiettile è stata recapitata a Matteo Salvini. Indaga la Digos

Qualcuno sta alzando pericolosamente il tiro. E questo qualcuno ce l’ha in particolare con Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, infatti, da tempo è finito nel mirino dei centri sociali che lo insultano, lo offendono e lo prendono di mira con frasi minacciose. Ma adesso c’è qualcosa di più e di peggio: un misterioso mittente ha inviato a Salvini una busta contenente un proiettile calibro 9.

La busta è stata intercettata al Centro di Smistamento Postale di Roma. Il pacco, che non riportava l’annullo postale e il mittente, ha insospettito subito gli investigatori. Il proiettile è stato sequestrato dagli artificieri della polizia di Stato e, adesso, sulla vicenda è intervenuta la Digos, che dovrà indagare su questo gesto intimidatorio di inaudita gravità.

Non è la prima volta che Salvini viene fatto oggetto di minacce di morte. Era successo già nei mesi scorsi, con slogan apparsi sui muri delle città italiane in cui si invitava a sparare a Salvini. Oppure durante concitate manifestazioni di piazza dove dei manichini raffiguranti il ministro leghista venivano impiccati come Mussolini a piazzale Loreto.

Stesso discorso sulla Lega, con le sedi del Carroccio prese d’assalto con molotov e messaggi minatori. Manifestazioni che avevano preoccupato non poco i vertici del Carroccio, anche se Salvini ha tenuto a precisare: “Non mi fanno paura e non mi fermo. Più che da una politica spesso ipocrita, confido nella solidarietà di milioni di italiani perbene che si esprimeranno con il voto di domenica”.

La tensione in Italia sta salendo pericolosamente, soprattutto alla vigilia delle elezioni europee. L’ostilità contro la Lega era palese da tempo, ma adesso sta raggiungendo qualcosa che va oltre la polemica. Il ministro comunque tira dritto e non si lascia intimidire da queste minacce: “Io vado avanti”, ha affermato. Ora la polizia cercherà di capire chi possa essere il mittente della busta.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Mi sembra di respirare lo stesso clima che si respirava negli anni Settanta, quando le minacce comuniste alle istituzioni democratiche sfociarono nei morti e nei feriti. Premesso che la situazione oggi è sicuramente diversa rispetto ad allora, trovo plausibile che il gesto possa essere stato compiuto da forze della sinistra che usano i centri sociali come "braccio armato".

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