Il vicesindaco del Comune di Napoli, Vincenzo Sodano, ha indetto una conferenza stampa per annunciare le sue dimissioni. La decisione era nell’aria, e durante la conferenza a Palazzo San Giacomo è stata ufficializzata questo pomeriggio. I motivi sono spiegati dal diretto interessato: “Ho trovato politicamente inopportuna la costituzione di parte civile [da parte del Comune di Napoli, ndr] nel processo in cui sono imputato”.
Nonostante si tratti di “una ferita aperta“, Sodano si è detto sicuro di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti nel processo in cui risulta imputato dallo scorso gennaio, insieme all’ex assessore allo Sport Pina Tommasielli. Insieme a Sodano, ex senatore di Rifondazione Comunista, sulla Tommasielli pende l’accusa di falso e abuso di ufficio per una consulenza. “Sono andato avanti”, spiega Sodano, “perché c’erano scadenze importanti, come l’approvazione del piano energetico”.
Come detto, erano diversi giorni che circolavano voci sulle possibili dimissioni di Sodano, in giunta con l’amministrazione De Magistris dal giugno del 2011. Lo stesso Sodano, peraltro, è stato il sostituto di De Magistris quando il sindaco di Napoli era stato sospeso a causa della legge Severino, scattata in seguito ad una condanna in primo grado per abuso d’ufficio, legata al ruolo dell’allora Pm Luigi De Magistris durante l’inchiesta che lo ha reso conosciuto al grande pubblico, quella denominata Why Not.
Sodano afferma: “Non avrei pensato di terminare il mio incarico prima della fine della consiliatura ma lo faccio per una scelta personale e ringrazio il sindaco De Magistris per l’esperienza”. Per Sodano, presentato come esperto di tematiche ambientale e di gestione di rifiuti, si chiude nel peggiore dei modi quest’esperienza politica, per uno dei protagonisti della cosiddetta rivoluzione arancione.