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Sergio Mattarella: la bella Italia "ha il senso della comunità ed è contraria alla violenza"

Il presidente della Repubblica nel suo messaggio alla consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana invita al senso di comunità.

Politica
Pubblicato il 6 febbraio 2018, alle ore 15:52

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Sergio Mattarella: la bella Italia "ha il senso della comunità ed è contraria alla violenza"

C’è un’Italia diversa da quella presentata in questi giorni dai media parlando di quanto accaduto a Macerata contro gli immigrati. E’ l’Italia capace di spendersi per gli altri nella solidarietà, per il bene comune. Questa Italia “ha il senso della comunità, degli altri, cioè il contrario dell’egoismo che porta invece inevitabilmente alla diffidenza, all’intolleranza e qualche volta alla violenza“. Lo ha detto ieri pomeriggio Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale 30 eroi civili, nominati “cavaliere” a novembre.

La premiazione all’onorificenza al merito della Repubblica italiana di 30 persone, è stata l’occasione propizia per chiamare il paese a reagire ad ogni forma di violenza e razzismo riscoprendo il valore dello stare insieme, di essere aperti agli altri. Il messaggio del Presidente Mattarella si è snodato attorno al tema “comunità”: “Non mi stanco mai di sottolineare come il nostro Paese abbia bisogno di sentirsi una comunità di vita in cui tutti siamo legati da sorte comune e in cui si vive insieme agli altri, non con diffidenza ma con gli altri, vivendo insieme“. I 30 premiati sono solo una rappresentanza di quanti fanno “bello” il nostro Paese, ha affermato ancora il Presidente che ha poi sottolineato: “bello per la sua arte ma soprattutto per la qualità della sua gente che sa esprimere iniziative e comportamenti quali quelli che voi avete messo in campo“.

Tra i 30 premiati troviamo Ilaria Bidini, 32enne disabile di Arezzo, vittima del cyberbullismo e ora capofila nella lotta ai bulli del web; Daniela Degiovanni, 65enne di Casale Monferrato, un’oncologa che si è dedicata all’assistenza delle vittime dell’amianto; Giuseppe Dolfini, 88enne e Silvia Terranera 70enne, che a Casa Betania, in Roma, accolgono minori abbandonati.

Fra gli insigniti all’Ordine di cavalleria, l’O.M.R.I, troviamo don Paolo Felice Giovanni Steffano, un sacerdote 52enne di Baranzate (Milano) premiato per l’impegno “di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese“. Nella parrocchia di Sant’Arialdo, un quartiere con un alto numero di stranieri – il 40% della popolazione, di 72 etnie diverse e l’85% dei bambini non ha cittadinanza italiana -, il sacerdote accoglie cattolici, ortodossi, islamici. L’integrazione tra diverse culture e religioni è riuscita a dar vita a un’associazione culturale, un giardino e un mercato di verdura gestito in proprio.

Tra i premiati ci sono diversi volontari che prestano soccorso all’Estero. Troviamo Claudio Dutto, dentista 63enne, che in Kenia ha allestito un ambulatorio per i bambini; Luigi Panata, medico 68enne di Gubbio, che svolge la sua attività in Burkina Faso; Diego Morandi, 79enne di Rovereto, da sempre in Germania per aiutare gli immigrati italiani che si trovano a Russelheim.

Tra i cavalieri insigniti ieri 5 febbraio troviamo anche Gessica Notaro, che dopo essere stata sfigurata con l’acido dal suo ex è divenuta testimonial contro la violenza alle donne;  Francesca Romana Capaldo e Roberta Rizzo, le due poliziotte che hanno arrestato il branco degli stupratori di colore nella spiaggia di Rimini; il gruppo dei Vigili del Fuoco con a capo Teresa Di Francesco e Giuseppe Bove che hanno prestato il loro soccorso a Rigopiano e Casamicciola.

L’applauso all’Italia vera, ideale sa che ha anche a che fare con chi lotta contro questa idea di comunità per paura forse che il “diverso” le porti via qualcosa, per questo al Colle l’attenzione resta alta, temendo altre manifestazioni antirazziste.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Tutti sicuramente conosciamo persone impegnate per il bene comune. Fare dei nomi ogni tanto fa bene, portare alla luce le loro attività "sane" che non hanno secondi fini, scopi economici, politici, ma semplicemente umanitari è qualcosa che stimola a fare altrettanto, a impegnarsi nella vita e a non vedere tutto con la lente nera e cupa di chi non ha il coraggio di alzare la fronte e tirarsi su le maniche...

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