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Salvini fatica a tenere unito il partito. Lega verso la scissione?

I motivi di frizione all'interno della Lega vengono sempre più allo scoperto e il segretario Matteo Salvini non fa che ripetere che va tutto bene madama la marchesa

Politica
Pubblicato il 23 settembre 2021, alle ore 09:32

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Salvini fatica a tenere unito il partito. Lega verso la scissione?

Il governo Draghi ha fatto dell’obbligo del green pass un provvedimento simbolo e su di esso ha puntato tutte le sue carte. La Lega, che governa con Draghi, non si dimostra però per nulla allineata alle posizioni dell’esecutivo e al voto sul provvedimento si è presentata in ordine sparso. Più della metà dei deputati leghisti, e precisamente 69 su 132, non era presente alla votazione. Anche togliendo i 12 assenti giustificati perché in missione, 51 deputati hanno disertato l’aula.

È il segnale di un malcontento che serpeggia nel partito e non da oggi. Salvini ha cercato di buttarla sulla libertà di opinione: «I parlamentari sono liberi di esserci o non esserci. Ognuno è libero di agire secondo coscienza, siamo in democrazia e non in un regime» avallando però ancor più il sospetto che il partito stia attraversando un periodo di crisi dal momento che la Lega, tradizionalmente, è un partito i cui membri sono allineati con le posizioni espresse dai vertici.

Il motivo della divaricazione è da ricercarsi nella diversa posizione che hanno assunto i leghisti che hanno un peso sulla questione della vaccinazione e dell’obbligo del green pass. E’ di ieri l’addio dell’europarlamentare Francesca Donato che non si riconosce più nelle posizioni dei compagni di partito che fanno parte della compagine governativa.

A compensazione della perdita, Salvini è arrivato all’hotel Hilton di Milano per festeggiare l’arrivo di due consiglieri regionali da Forza Italia ma non ha potuto nascondere i contrasti che covano sotto la cenere tra una Lega stabilmente di governo e una che invece strizza l’occhio al vasto e composito mondo della protesta no vax e no green pass, specialmente dopo che Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli, aveva detto a chiare lettere: “Non c’è spazio per i no vax nella Lega“.

Salvini prova a stemperare le tensioni e minimizza i contrasti interni e nega ogni rischio di scissione: “Sono per la democrazia e ogni idea è rispettata e rispettabile. Da trent’anni ne dicono di tutti i colori sulla Lega. Non abbiamo tanti amici tra i banchieri, i finanzieri i cosiddetti poteri forti, tra giornali e tv. Ma se aspettano una Lega divisa devono aspettare i prossimi trent’anni”.

Ma non c’è solo la questione sanitaria a guastare il sonno al segretario leghista. Salvini ha “precettato” tutti i presidenti di Regione leghisti affinché si oppongano alla intenzione manifestata dal governo, del quale pure fa parte anche il suo partito, di rivedere gli indici catastali poiché questo comporterebbe un aumento della tassazione. Insomma, una Lega sempre più partito di lotta e di governo.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - Non appare realistico che all'interno della Lega si possa arrivare a una scissione, almeno non nell'immediato. Il segretario Matteo Salvini, a questo punto, è costretto però sciogliere ogni ambiguità e decidere cosa sia più conveniente per il suo partito: se stare al governo o uscirne e fare opposizione. Ma è probabile che, almeno per qualche mese ancora, questa decisione venga rimandata.

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