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Roberto Saviano attacca duramente il governo: “Salvini è un bugiardo, fa politica tenendo in ostaggio gente in mare”

Roberto Saviano, intervenuto a Dimartedì, ha argomentato sul caso Aquarius, sul ministro dell'interno, Matteo Salvini, e sull'orrore che sta investendo il Mediterraneo.

Politica
Pubblicato il 14 giugno 2018, alle ore 11:09

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Roberto Saviano, intervenuto a Dimartedì, ha esposto la sua visione dei fatti sull’affaire Aquarius: “Aquarius? Il ministro dell’Interno Salvini ha detto che alzare la voce paga e che l’Italia non può più continuare a sostenere da sola questo peso enorme. Quello che il governo vuole farci credere è che l’Italia sia stata completamente abbandonata dall’Europa a sostenere il peso economico dell’immigrazione. E’ una bugia. E’ falso quello che dice questo governo”.

Saviano, agguerrito come non mai, ha sostenuto che solo negli ultimi anni l’Europa ha elargito 800 milioni di euro per la gestione dei flussi dei rifugiati e che l’apporto più sostanzioso lo riceviamo indirettamente, quindi, quando il governo parla dei 5 miliardi di euro spesi per l’attività di gestione dei flussi di migranti e fa credere che i soldi potrebbero essere utilizzati in modo diverso, mente: l’Europa, infatti, ha concesso all’Italia la facoltà di poter scorporare dal bilancio tale somma messa a disposizione per i rifugiati.

Qualcuno potrebbe dire che quello che l’Europa concede non è abbastanza. E’ vero. Ma le negoziazioni non si possono fare tenendo come ostaggi persone ferme in mezzo al mare”. Lo scrittore di Gomorra ha osservato che un un giorno qualcuno, ripercorrendo questi mesi ed anni, si chiederà come sia stato possibile che l’Italia abbia permesso tutto questo, come sia stato possibile trasformare il Mediterraneo in un cimitero: “A quelle persone io dico: non tutti avranno partecipato a questo scempio. C’è chi ancora resiste e resisterà”.

Il monologo di Saviano sui migranti e sull’accoglienza è stato fatto in memoria di Soumalia Sacko, il bracciante agricolo e sindacalista maliano assasinato il 2 giugno a San Calogero, e di Jerry Masslo, rifugiato sudafricano, ucciso nel 1989 nelle campagne di Villa Literno. Roberto ha raccontato la vicenda di Jerry che, quando venne in Italia, non potè accedere allo status di rifugiato perché a quel tempo era limitato ai cittadini dell’Europa dell’Est.

Jerry era un bracciante agricolo, raccoglieva pomodori, era retribuito con solo 1000 lire a cassetta e dopo il suo omicidio 200mila persone scesero in piazza a Roma per manifestare contro il razzismo. Saviano sottolinea che, proprio grazie alla mobilitazione dell’opinione pubblica, lo Stato italiano decise di riconoscere anche agli stranieri extra-europei lo status di rifugiato.

Spesso sono proprio le comunità di immigrati a sfidare le organizzazioni criminali. Diventano delle piccole comunità anti-mafia che danno alla popolazione, spesso scoraggiata, una nuova linfa vitale.” Secondo Saviano le comunità dei migranti sono parte integrante del Dna del Sud, perché la terra è pregna del loro sudore e del loro sangue, tanto che ama definirli afro-meridionali. Lo scrittore osserva che loro colmano un vuoto fisico e un vuoto di diritti, e che proprio per questo occorre ringraziarli, perchè il vero cambiamento deve partire da Sud.

Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - La realtà è piuttosto evidente, e, talvolta, elucubrazioni mentali non riescono a celare, trasformare, il contesto che ci circonda: l'Italia ha accettato accordi scriteriati, si è fatta carico, per mero interesse, di un evento epocale che l'intera Europa dovrebbe gestire. Gli altri paesi hanno semplicemente vissuto nella tranquillità di una posizione geografica favorevole.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

15 giugno 2018 - 12:25:53

Detto da un plagiatore/copiatore che mangia sulla cattiva immagine che diffonde del Sud...direi che continua a fare il suo mestiere.

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