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Renzi ad Assisi per festeggiare il patrono d’Italia

ll premier è giunto ad Assisi col ministro Giannini. Al termine della messa, il discorso di Renzi va alla nazione: un'attenzione particolare al tema del creato, e poi l'argomento politico su lavoro, scuola e PA

Politica
Pubblicato il 4 ottobre 2014, alle ore 15:20

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Renzi ad Assisi per festeggiare il patrono d’Italia

Stamane il premier Matteo Renzi si è recato ad Assisi con il ministro Stefania Giannini, in occasione della festa del Santo patrono d’Italia. Un monito che da Assisi manda al “Governo e a tutti gli italiani è l’attenzione al tema dell’ambiente, del creato”. E’ naturalmente questo un tema molto importante per chi si dedica alla politica, ed è un chiaro messaggio da cui traspare “l’attenzione non solo al modello sostenibile ma al modello umano in cui l’uomo non è solo un numerino”.

Poi Matteo Renzi passa al messaggio prettamente “politico”, e aggiunge: “Ci sono da riparare molte cose in questo Paese. C’è da riparare il mondo del lavoro. Consentitemi, che il mio pensiero vada agli uomini e alle donne che a Terni stanno aspettando la conclusione di una trattativa difficile, anche stanotte eravamo in collegamento telefonico”. 

Ad accogliere Renzi all’ingresso posto sul retro del sacro convento c’era il custode padre Mauro Gambetti, e alla conclusione della celebrazione il Premier ha fatto un discorso rivolto all’Italia intera dalla loggia del Sacro convento. La messa è stata celebrata dal Cardinale Agostino Vallini, vicario del Santo Padre per la città di Roma. Ad Assisi si festeggia una ricorrenza importante: il 75° anniversario della proclamazione di San Francesco Patrono d’Italia. Sin dal 1939 tutte le regioni italiane offrono a turno l’olio che arde sulla tomba di San Francesco, un compito che quest’anno è toccato al Lazio. Perciò il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha acceso la lampada votiva a nome di tutti i sindaci d’Italia e ha detto: “La popolazione del Lazio, per la festa del Santo Patrono d’Italia, chiede di benedire quest’olio per riaccendere la lampada affinchè arda in segno di fede e gratitudine al serafico poverello”.

La città si è riempita di turisti e cittadini provenienti da ogni dove, muniti di bandiere colorate che percorrono i vicoli in questa splendida giornata di sole. Tanti i fedeli provenienti dal Lazio, e dalla regione sono presenti anche molti sacerdoti, vescovi e amministratori regionali e locali, che hanno voluto accompagnare questa bellissima ricorrenza. L’offerta dell’olio e l’accensione della lampada votiva che brilla accanto alla tomba del Patrono d’Italia, è stata vista, in tempi come i nostri, come una speranza che illumina il cammino.

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